Jacobelli: "Ausilio fuoriclasse in materia su cui l'Inter ha potuto contare sempre"
Nel corso del suo fondo per l'edizione odierna di Tuttosport, Xavier Jacobelli ha parlato dell'addio all'Inter di Piero Ausilio: "Raccontano che, alla Pinetina, nel momento del congedo di Piero Ausilio dopo 28 anni solo interisti, molti fossero gli occhi lucidi e palpabile la commozione degli astanti, tutti stretti attorno a lui: l’allenatore, i giocatori, i dirigenti, i dipendenti del centro sportivo di Appiano Gentile. Naturale sia stato così, considerato ciò che il 54enne signore milanese ha dato alla Beneamata in oltre la metà della sua vita e ciò che la Beneamata ha dato a lui.
Ricapitolando: prima segretario e poi a capo del vivaio per 12 anni, quindi direttore sportivo che in 16 anni guida 25 mercati, fra estivi e invernali, lavorando con 4 proprietà diverse (Moratti, Thohir, Suning, Oaktree), 15 titoli in bacheca (una Champions League, 1 Mondiale per club, 4 scudetti, 5 coppe Italia e 4 supercoppe italiane), colpi d’autore: a ripetizione da Brozovic a Pio Esposito passando per Bastoni, Lautaro, Barella, Dimarco, Calhanoglu, Thuram e tutti gli altri.
Ausilio è il cognome di un fuoriclasse in materia su cui l’Inter ha potuto contare sempre, nella buona e nella cattiva sorte: quando la società « aveva rischiato le toppe nel sedere » (citazione di un autorevole suo ex esponente) e bisognava fare i salti mortali carpiati fra acquisti e cessioni e quando il cammino virtuoso, del bilancio e del campo, ha portato a questi aurei Anni Venti".






