Juve, il test con una big è ancora una volta fallito. Sconfitta col Milan e fantasmi che ritornano
Quello col Milan doveva essere un test per comprendere lo stato di salute della Juventus dopo un paio di vittorie, più o meno convincenti, contro Bologna Maccabi Haifa. Ecco, test che è stato miseramente fallito dalla Juventus di Massimiliano Allegri crollata sotto i colpi di un Milan che, per vincere, non ha neanche dovuto mettere sul rettangolo verde la miglior prestazione possibile. Tomori a fine primo tempo, Diaz a inizio ripresa per doppio colpo che ha mandato K.O. i bianconeri incapaci, ancora una volta, di reagire.
Avvio incoraggiante della Juve, poi i rossoneri prendono le misure.
Eppure l’inizio di gara sembrava fornire segnali di speranza con una Juve propositiva e abile a sfruttare errori tecnici e spazi lasciati dal Milan. Un’occasione per Milik, un’altra per Cuadrado ma Tatarusanu impegnato in un solo caso a testimoniare che anche quando attacca la Juventus non sappia bene come riempire gli spazi e chi premiare per ottenere il massimo risultato. Poi però la squadra di Pioli ha preso le misure e sostanzialmente, dalla metà del primo tempo in avanti, la gara ha preso una direzione ben chiara a tutti. Prima due pali di Leao, poi la rete, nel finale di prima frazione, di Tomori lasciato solo in piena area piccola e abile nel controllare e superare Szczesny.
Secondo tempo senza picchi: il test, nuovamente, fallito.
L’attesa reazione del secondo tempo s’è fatta attendere talmente tanto che alla fine non è arrivata. Il cambio McKennie-Cuadrado, operato nell’intervallo, ha scardinato le (poche) sicurezze della squadra, quantomeno in termini di posizionamento in fase di copertura. Son bastati nove minuti al Milan per raddoppiare con un errore di Vlahovic, evidentemente, almeno dall’esterno, in difficoltà spalle alla porta che ha spalancato le porte alla ripartenza di Brahim Diaz bravo a battere il portiere polacco. Da lì in poi poco o nulla da ricordare se non la chance più grande di tutta la partita per Madama targata Moise Kean bloccato solo dallo splendido intervento di Kalulu. Sotto la guida di Massimiliano Allegri, quando arrivano gli scontri diretti, la Juventus si scioglie. E ieri, nella notte di San Siro, il leitmotiv è stato lo stesso. 12 partite stagionali: 4 vittorie, 4 pareggi, 4 sconfitte. 2 punti in 5 trasferte. Parlano i numeri.






