Juve, punti fermi in questo tentativo di ripartenza: il gruppo c’è, Vlahovic da valorizzare
Quest’oggi la ripresa dei lavori dopo la domenica di riposo concessa da Massimiliano Allegri alla squadra con annesso ritiro sciolto. La Juventus riparte con maggiore serenità nell’ultima settimana libera prima della sosta per il Mondiale, che vedrà concludersi gli appuntamenti delle squadre di club, dopo la vittoria nella stracittadina contro il Torino. In questo tentativo di ripartenza la Juventus si aggrappa alla compattezza del gruppo e a quello che, per l’ennesima volta, è parso essere il calciatore su cui costruire un gioco: Dusan Vlahovic.
Il gruppo ha risposto: la reazione emotiva c’è stata, ora serve lavorare sul campo.
Tutto è iniziato con un abbraccio in cerchio della squadra, tutto si è concluso con lo stesso identico rito. È l’immagine della serata del derby della Mole per una Juventus che doveva dare e darsi delle risposte dopo tutto quello che è successo dalla pessima notte di Haifa in poi. La reazione emotiva che azioni e parole dovevano provocare c’è stata, quantomeno nell’evidenziare che il gruppo non è sciolto, non è diviso e che se ben sollecitato può, nelle difficoltà che restano sotto gli occhi di tutti, sembrare una squadra muovendosi all’unisono. Poi serve lavorare sul campo: con qualche piccola novità mostrata sul rettangolo verde in termini di pressioni e movimenti da affinare e riproporre anche nelle uscite successive. Il gruppo è compatto quindi, è il lavoro sul campo che deve fare la differenza.
Quando segna Vlahovic la Juve vince: è lui il giocatore da valorizzare.
E poi c’è un individuo che è il vero punto fermo di Madama e che anche nel derby contro i cugini granata ha fatto la differenza. È Dusan Vlahovic il riferimento della squadra intera. Con quella di sabato contro il Torino la Juventus ha messo a segno la vittoria numero cinque della propria stagione. E qual è la linea di continuità di questi cinque trionfi? I gol del numero nove che in tutte le uscite in cui la Juventus è riuscita a strappare i tre punti ha lasciato la propria impronta. Con il Torino la rete numero sette (in tredici presenze) in stagione con una zampata delle sue. Alla rete ha aggiunto una gestione del pallone in miglioramento e una serenità emotiva che gli ha permesso di reagire a un avvio di gara complicato. In tutto ciò anche i piccoli gesti, da leader, nel caricare i compagni nelle difficoltà e dopo alcuni errori. Gli aspetti da migliorare sono, come è logico che sia trattandosi di un classe 2000, diversi ma la realtà è che lui non deve essere il calciatore da mettere in discussione ma quello da valorizzare il più possibile.






