Juventus, rebus Chiesa. In campo è stop and go, Spalletti lo aspetta al top
Il Corriere dello Sport oggi in edicola fa il punto sulla situazione di Federico Chiesa, che a San Siro ha disputato uno spezzone di gara e che di fatto Allegri ha avuto in piena forma per ben poco della parte di campionato fin qui disputata. Servono tempo e pazienza per uscire da interventi chirurgici così delicati e pesanti, va ripristinato l’equilibrio posturale, possono insorgere problematiche muscolari, resiste un certo timore psicologico, bisogna convivere con dolori e infiammazioni.
Il percorso di Chiesa è stato particolarmente sofferto, il ritorno in campo a novembre 2022, le 33 presenze totali (e in crescendo) sino a maggio tra Serie A, Europa League e Coppa Italia. Allegri lo ha sempre dosato e gestito. Meglio quest’anno, con una continuità superiore e un utilizzo più stabile, ma spesso giocando a singhiozzo e cercando di curare l’allenamento.
Chiesa si era già fermato nella prima parte della stagione, a ottobre in coincidenza del derby con il Torino: problemi muscolari e nella parte posteriore del ginocchio che lo avevano tradotto a Coverciano in condizioni precarie prima della sfida con l’Inghilterra, ma anche a settembre era stato costretto a rinunciare alle convocazioni di Spalletti, appena ingaggiato da Gravina. Il nuovo ct lo ha potuto chiamare e utilizzare soltanto a novembre con la Macedonia del Nord (doppietta nello stadio in cui si era rottoi legamenti crociati del ginocchio) e nella partita decisiva di Levekusen di fronte all’Ucraina.






