La fragorosa bocciatura di Cabral. Italiano non lo inserisce nemmeno sotto di due gol
Vincenzo Italiano aveva un solo centravanti in panchina, ieri sera. Eppure ha deciso di non metterlo in campo nemmeno sul 2-0 della Lazio sulla sua Fiorentina. Ecco, in poche parole, la situazione che sta vivendo Arthur Cabral, attaccante brasiliano pagato 16 milioni di euro solamente nove mesi fa, nel momento dell'addio di Vlahovic. Una scelta per permettergli di ambientarsi sei mesi, con Piatek che - invece - conosceva già bene il calcio italiano, dunque funzionale per attendere l'evoluzione dell'ex Basilea. Anche perché nel 2021 aveva segnato a raffica, diventando un attaccante molto ambito sul mercato soprattutto per la scadenza 2023.
Cabral è stato un investimento per la Fiorentina, sperando in una prossima plusvalenza. Adesso però c'è (un'altra) clamorosa bocciatura. Il fatto che non sia entrato dopo il 2-0 con la Lazio, preferendo Nico Gonzalez, Saponara, Barak e Maleh, appare davvero come una scelta motivata. Seguita dall'esclusione contro l'Atalanta, quando il brasiliano era rimasto uno dei pochi a rimanere a Firenze per sfruttare la doppia settimana di allenamento: dieci minuti alla fine e poco altro. C'è anche da dire che il tabellino, finora, piange: due gol in venti presenze, quasi mai nell'undici titolare. Non dev'essere stato felice dell'ennesima panchina quando, a dieci dalla fine, ha smesso di riscaldarsi.
Come fare per eventualmente recuperarlo? Probabilmente giovedì giocherà titolare con gli Hearts of Midlothian e sarebbe cosa buona e giusta sbloccarsi anche nei gironi, dopo il gol contro il Twente che sembrava potesse dargli quel qualcosa in più. Invece Cabral ha avuto un'involuzione e il rischio è di doverlo prestare, a gennaio, è sempre più palpabile.






