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La Serie A e le licenze nazionali. Regole più rigide per l'iscrizione: sarà possibile un caso Everton?

La Serie A e le licenze nazionali. Regole più rigide per l'iscrizione: sarà possibile un caso Everton? TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
lunedì 18 dicembre 2023, 18:15Serie A

"L'assemblea all'unanimità ha previsto di proporre al consiglio federale l'adozione di sanzioni nell'ipotesi in cui determinate squadre si trovino ad adottare gli strumenti previsti per la crisi d'impresa. Nelle licenze nazionali c'è il blocco del mercato come sanzione, nelle licenze nazionali, ma la Serie A proporrà di adottare sanzioni sportive, cioè penalizzazioni". Così, nella conferenza stampa a margine dell'assemblea di oggi, Lorenzo Casini ha spiegato le nuove proposte della Serie A, che lo stesso presidente di Lega porterà in consiglio federale, in programma a Roma nella giornata di mercoledì. "Nelle licenze è previsto un inasprimento degli indicatori di controllo, vale a dire l'indicatore di liquidità, costo del lavoro allargato e indebitamento - ha continuato lo stesso Casini - viene previsto un meccanismo sanzionatorio, cioè il blocco di mercato parziale o totale, a seconda delle condizioni. Se ci sono più sanzioni si può arrivare fino al blocco totale del mercato, oltre a un obbligo di ripianamento dell'indice di liquidità fino a una sanzione del 15 per cento".

Di cosa si sta parlando: cosa sono le licenze nazionali. Per ovvie ragioni, trattandosi di un documento lungo e complicato, Casini non si è potuto soffermare nel dettaglio delle novità in cantiere in Federcalcio. In estrema sintesi, le licenze nazionali sono le regole d'ingaggio del calcio italiano: prevedono i criteri che ciascuna squadra deve dimostrare di possedere per iscriversi al campionato di riferimento, oltre ovviamente al titolo sportivo. Per fare alcuni esempi concreti e il più semplici possibili: lo stadio, un organigramma societario di un ceto tipo (per esempio è necessaria la presenza di un direttore sportivo), la regolarità nei pagamenti degli stipendi ai giocatori e dei relativi contributi. Di anno in anno, la FIGC aggiorna queste regole, il cui rispetto viene poi verificato a cavallo tra la fine di una stagione e l'inizio di quella successiva, generalmente a inizio luglio, dallo stesso consiglio federale.

Cosa propone la Serie A: possibile un caso Everton anche in Italia? Casini ha spiegato che la Federazione sta già studiando un inasprimento di alcuni requisiti e che il massimo campionato vorrebbe una stretta ulteriore. Il numero uno di via Rosellini ha fatto riferimento a due casi specifici: il ricorso alle strutture previste dal codice della crisi di impresa e il rispetto degli indici ammissivi. Il primo, in buona sostanza, fa riferimento a una serie di istituti previsti dalla legge per le società che siano in stato di insolvenza, per evitare il fallimento e iniziare il risanamento societario: per fare un esempio concreto, vi ha fatto ricorso di recente la Sampdoria per l'iscrizione in Serie B. I secondi sono invece tre indici - indice di liquidità, costo allargato del lavoro e indebitamento - che "raccontano" lo stato di salute di un club: se il valore è più basso (o alto a seconda dei casi) della soglia limite, si incorre in determinate sanzioni, al momento soprattutto il blocco del mercato. È il caso, secondo le ultime di cronaca, che potrebbe riguardare la Juventus a gennaio. Nell'ambito di un generale inasprimento (ancora un esempio: a oggi l'indice di liquidità minimo previsto in Serie A è 0,6 ma questa soglia potrebbe essere alzata dalla FIGC a breve) la Lega propone di aggiungere alle sanzioni già previste delle sanzioni sportive, cioè delle penalizzazioni: uno scenario fin qui non previsto dal calcio italiano. Si potrebbe così avere anche in Italia un caso Everton, al quale il presidente Casini ha fatto esplicito riferimento: il club inglese nelle ultime settimane è stato sanzionato con 10 punti di penalizzazione per aver sforato i parametri previsti dalla Premier League.

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