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Lazio, il caos tamponi continua: tutte le tappe e la cronistoria della vicenda

Lazio, il caos tamponi continua: tutte le tappe e la cronistoria della vicenda
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
mercoledì 18 novembre 2020 13:15Serie A
di Ivan Cardia
fonte Con la collaborazione di Simone Bernabei

La positività di Sergej Milinkovic-Savic e le ultime su Ciro Immobile tengono d'attualità la vicenda dei tamponi della Lazio, sulla quale continuano a indagare la Procura di Avellino e quella Federale. Abbiamo provato a ripercorrerne tutte le tappe.

- 27 ottobre: tanti assenti alla rifinitura, fra cui Immobile e Luis Alberto. I giocatori si sottopongono ai tamponi presso il Synlab, laboratorio a cui si affida la UEFA. Nessuno parte per il Belgio.

- 28 ottobre: Andreas Pereira risulta negativo in extremis e raggiunge la squadra in Belgio. Il medico sociale Fabio Rodia parla di criticità emerse dopo i tamponi e della necessità di fare nuovi accertamenti. Tare, intanto, pensa al rinvio della sfida col Torino.

- 29 ottobre: la Figc inizia la propria indagine con un lungo faccia a faccia chiarificatore con Claudio Lotito. In attesa dei comunicati, la moglie di Ciro Immobile comunica la positività dell’attaccante.

- 30 ottobre: 70 tamponi effettuati dalla Lazio fra gruppo squadra e congiunti. Inzaghi annulla la conferenza stampa pre Torino.

- 31 ottobre: la Lazio vuol giocare col Torino e effettua un nuovo giro di tamponi nel gruppo squadra a distanza di pochissime ore dal precedente. Intanto, la squadra entra ufficialmente in bolla e la Procura federale fa un blitz a Formello per accertamenti. Immobile, Leiva e Strakosha, fra gli altri, risultano negativi, si aggregano al gruppo e partono per la trasferta di Torino.

- 1 novembre: Inzaghi dirama l’elenco dei convocati, i giocatori fermati nei giorni precedenti ci sono e giocheranno contro il Torino. I tamponi effettuati (ed elaborati da Diagnostica Futura di Avellino), spiega il club, sono risultati tutti negativi.

- 2 novembre: i giocatori della Lazio sostengono un nuovo giro di tamponi al Synlab per poter giocare in Champions contro lo Zenit.

- 3 novembre: Ciro Immobile, Thomas Strakosha e Lucas Leiva non partono per la Russia. La Federcalcio a questo punto, viste le discrepanze fra risultati dei tamponi in Italia e in Europa, apre un’inchiesta. La Lazio emette un comunicato in cui parla di possibili criticità in relazione ai risultati ottenuti dalla UEFA.

- 4 novembre: Il laboratorio di Avellino comunica di aver segnalato gli stessi positivi emersi dai tamponi UEFA. Entra in ballo anche la discussione sul gene N, secondo il laboratorio a cui si affida la Lazio dei 3 non partiti per la Russia solo uno è positivo. E Igli Tare dice apertamente che Immobile ci sarà contro la Juventus.

- 5 novembre: il Torino vuol vederci chiaro e scrive alla Procura, la quale a sua volta cerca di capire se ci sono stati contatti fra la Asl e la società. Intanto prende la parola il responsabile sanitario della Lazio che chiede alla UEFA di uniformare i test. Luis Alberto risulta negativo al tampone.

- 6 novembre: la Lazio effettua un nuovo giro di tamponi. I risultati questa volta vengono analizzati dal Campus Biomedico di Roma che conferma la positività di tre elementi. Intanto arrivano anche i risultati dal laboratorio di Avellino: tamponi tutti negativi.La Juventus resta in attesa di capire se e chi potrà essere in campo fra gli avversari.

- 7 novembre: il presidente Lotito spiega il suo punto di vista, Immobile emette un comunicato per parlare della sua situazione. A questo punto però interviene la Asl, alla vigilia della gara con la Juventus, che manda in quarantena l’attaccante, Leiva e Strakosha. Oltre alla Procura federale si attiva anche la Procura della Repubblica di Avellino, con un blitz a Formello e al centro diagnostico di Avellino per acquisire materiali e cartelle mediche.

- 8 novembre: dall’ammenda alla penalizzazione, iniziano a filtrare le prime possibili conseguenze se le indagini dovessero certificare condotte sbagliate da parte della Lazio. Intanto il nuovo giro di tamponi evidenzia due positività all’interno dello staff tecnico.

- 9 novembre: il laboratorio diagnostico di Avellino finisce al centro delle indagini, anche se il Taccone parla di prove che dimostrano il buon operato. Il responsabile sanitario Ivo Pulcini doveva essere ascoltato dalla Procura, ma l’udienza viene rimandata per motivi di salute.

- 10 novembre: la Procura di Avellino, per fare luce sulla vicenda, chiede le controanalisi sui 95 tamponi sequestrati dalla Guardia di Finanza. Nel registro degli indagati finisce il presidente del Cda di Futura Diagnostica: le ipotesi di reato sono falso, truffa in pubbliche forniture ed epidemia colposa. In attesa delle controalisi, l’avvocato del club di Lotito, Gian Michele Gentile, chiarisce: se mai ci sarà un processo, la Lazio ne sarà parte lesa.

- 11 novembre: Immobile e Leiva negativi, Strakosha positivo. L’ANSA anticipa così i risultati delle attese contro-analisi.I tre erano risultati negativi per la Futura Diagnostica, mentre positivi ai controlli svolti da Synlab e Campus Biomedico. La notizia è però smentita a stretto giro di posta dalla Procura di Avellino: le indagini sono ancora in corso. Prosegue intanto l’inchiesta parallela di un’altra Procura, quella FIGC, che punta ad accertare eventuali violazioni al protocollo, legate al mancato isolamento della squadra e ai contatti con l’Asl: le possibili sanzioni vanno dalla semplice ammenda fino all’esclusione dal campionato. La squadra, intanto, riprende gli allenamenti.

- 12 novembre: la Procura di Avellino chiede nuove contro-analisi, questa volta per i 7 tamponi eseguiti su calciatori e staff della Lazio riprocessati dal laboratorio Merigen di Napoli, al quale si era rivolta la Futura Diagnostica. Questi tamponi si aggiungono ai 95 già acquisiti dagli inquirenti irpini: la relazione è attesa nel giro di cinque giorni. Nel pomeriggio, il dottor Ivo Pulcini, responsabile sanitario della Lazio, viene sentito dalla Procura Federale. Con lui, il dott. Rodia, coordinatore dello staff sanitario del club, e l’avvocato Gentile. È proprio quest’ultimo a parlare dopo l’audizione: “Siamo tranquilli, abbiamo chiarito un sacco di cose”. Intanto, Ciro Immobile cerca di tornare protagonista anche sul campo con la Nazionale e si prepara a un nuovo tampone.

- 13 novembre: dopo l’audizione del dott. Pulcini, la procura federale studia la corrispondenza telematica tra Lazio e Asl: le mail diventano uno snodo fondamentale della vicenda. Ma si inizia a parlare anche di possibili audizioni dei singoli calciatori interessati dalla vicenda: un eventuale deferimento del club non escluderebbe infatti responsabilità personali. In serata, la Procura di Avellino dispone il sequestro della documentazione che accompagna i tamponi processati fino da Futura Diagnostica: qualche migliaio di tamponi.

- 14 novembre: il nuovo tampone a cui si è sottoposto Ciro Immobile, sempre presso Futura Diagnostica, dà esito negativo. La Asl blocca però il bomber campano, che vorrebbe raggiungere la nazionale ma non lo farà.

- 15 novembre: ancora Immobile protagonista. L’attaccante si rivolge infatti a laboratori privati di Roma per nuovi controlli molecolari. La gara con la Bosnia è esclusa, ma Immobile vuole vederci chiaro in questa paradossale altalena. Intanto, la Lazio riabbraccia Lucas Leiva: terminato l’isolamento, il brasiliano torna ad allenarsi a Formello.

- 17 novembre: parla nuovamente l’avvocato Gentile, legale della Lazio. Tra le altre cose, esclude che il club corra il rischio retrocessione coatta. In serata, arriva una bella notizia per Immobile: l’ANSA rende noto che all’attaccante è stata comunicata la conclusione dell’isolamento, con la programmazione della visita per l’idoneità sportiva.

- 18 novembre: nuova tegola per i biancocelesti. Sergej Milinkovic-Savic risultato positivo al Coronavirus, come comunicato dalla Serbia. Viene inoltre annullata la visita di idoneità per Immobile: il cannoniere risulta infatti ancora positivo al celebre gene N e deve rimanere in isolamento fino a nuove comunicazioni.

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