Lazio, Sarri: "Ho ancora due anni di contratto, vediamo settimana prossima se si può andare avanti o no"
Nel post partita di Lazio-Pisa, sfida vinta dai biancocelesti grazie alle reti di Pedro e Dele-Bashiru, Maurizio Sarri è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare quella che potrebbe essere stata la sua ultima panchina alla guida della formazione capitolina.
Si sente sollevato per la fine di questa stagione?
“Io stasera mi senti contento perché abbiamo vinto, ma soprattutto nella festa di Pedro ha segnato Pedro. Bella serata da ricordare”.
È la sua ultima serata da allenatore della Lazio?
“Io ho altri due anni di contratto quindi mi sembra prematuro fare dichiarazioni di questo tipo. Nei prossimi giorni ci sarà da discutere, non sono contento di tante cose, ma da qui a non avere il contratto ci vuole parecchio. Vediamo nei prossimi giorni e nella prossima settimana se si può andare avanti o si prenderà un’altra decisione”.
Cosa servirà per convincerla ad andare avanti?
“Vorrei essere più ascoltato”.
Ritiene che questo sia stato condizionato da cosa?
“Non lo so. Sono state fatte delle cose che non condividevo, non mi sono state date spiegazioni quindi mi è difficile anche capire perché sono state fatte”.
C’è stato poco dialogo con la società?
“C’è stato dialogo su cose poco importanti e nessun dialogo su cose importanti”.
È stata una stagione dove sei cresciuto, quali sono le tue ambizioni?
“È stata un’annata molto formativa, che forse è riuscita a sistemarmi un paio di difetti innati. Però preferivo viverla a 40 anni che in questo momento della mia carriera. Però la mia osservazione è quella giusta: questa è la classica annata formativa che ti fa migliorare”.
È diventato più paziente?
“Di sicuro. Sono anche diventato più ematico con i giocatori”.
Vogliamo ricordare i momenti della stagione dove ha potuto sorridere?
“Con Pedro parlavo quasi tutte le settimane, e decideva lui se partire o giocare gli ultimi 20 minuti in base a cosa si sentiva. Il rapporto con Pedro pè questo: rapporto e giocatore straordinario che alla sua età riesce a mantenere l’entusiasmo di un bambino che vede rotolare la palla. È un fenomeno di entusiasmo, un innamorato di questo sport, e questo l’ha portato ad essere competitivo fino a quest’età”.
Che cosa dice ai suoi tifosi?
“Al popolo laziale lo ringrazio sempre e comunque perché mi ha mostrato un amore incondizionato. Quindi li ringrazierà indipendente dal rapporto con questa società. Loro sono nel mio cuore e ci resteranno”.











