Lo scudetto del Napoli è il rimpianto di tante, specie dell'Inter: mai davvero in corsa
A inizio maggio, lo scudetto non si vince per caso, né senza meriti. Il trionfo del Napoli, tuttavia, nasce sì dallo strepitoso percorso della banda Spalletti, ma anche dei tanti e troppi inciampi delle varie inseguitrici, mai diventate davvero tali. Una su tutte, l'Inter, il cui percorso netto e sfavillante in Champions League è il contraltare di una Serie A vissuta a singhiozzo, dopo un'estate al sapore di rilancio.
Lo scudetto del Milan e un mercato ambizioso. A giugno 2022, del resto, i nerazzurri venivano da una delusione ancor più cocente. Il tricolore "regalato" al Milan tra il derby perso e gli strafalcioni col Bologna. La scorsa estate è stata caratterizzata dalla telenovela Skriniar, poi esplosa in corso di campionato, ma il bilancio di fine settembre era molto diverso rispetto a un anno prima. In un clima di generale precarietà, da viale della Liberazione non si erano registrate partenze eccellenti, se non quella - pesantissima, per carità - di Perisic a fine contratto, addio preventivato da tempo e con ampio anticipo sostituito (sulla carta) da Gosens. Per il resto, il ritorno di Lukaku più gli arrivi di Mkhitaryan e Acerbi: forse non un calciomercato al top, ma ambizioso sì.
Le spiegazioni e i rimpianti, l'illusione della Befana. Il distacco amplissimo rispetto al Napoli con cui l'Inter chiuderà il campionato, viceversa, ha molte radici. Gli infortuni pesanti, a partire proprio da Big Rom, hanno avuto un peso nel corso della stagione. Le energie spese, o meglio investite, in Europa, idem. Più o meno, le spiegazioni razionali finiscono lì: undici sconfitte, and counting, sono davvero troppe per una squadra che ha dimostrato di poter battere chiunque, ma allo stesso modo ha perso un po' con tutte. Grandi e piccole, in casa e fuori casa, di beffa o di collasso. La fotografia più limpida della pazza Inter? All'Epifania, con l'1-0 casalingo proprio sul Napoli, la squadra di Inzaghi aveva riaperto il campionato. Un po' per tutte, ma soprattutto per se stessa, a -8 con un altro scontro diretto da giocare nelle prossime settimane. Non servirà a nulla, perché subito dopo quella mezza impresa l'Inter ha perso punti a Monza, Bologna, Genova, con l'Empoli al Meazza fino al crollo di marzo, red flag nel frattempo rientrata. Anche se il futuro, tra euroderby e finale di Coppa Italia, può ancora sorridere alla squadra di Inzaghi, il grande rimpianto resta quello di una contendente mai davvero in corsa per lo scudetto.






