Maledetta coppa, santo recupero. La Roma di Mourinho è un diesel
Su una cosa Lorenzo Pellegrini e Josè Mourinho erano d’accordo dopo il pareggio contro l’Udinese: la Roma non è ancora una squadra in grado di gestire al top il doppio appuntamento. “Fatichiamo sempre dopo la Conference” ha spiegato il capitano giallorosso dopo il rigore che ha regalato alla Roma un punto e dello stesso avviso è stato lo Special One. “Ci sono calciatori che non riescono a gestire gli impegni ravvicinati di coppa e di campionato”. Parole che non suonano come un alibi , ma che trovano supporto nei numeri della stagione fin qui disputata. Sono nove, infatti, le partite che la Roma ha giocato dopo un impegno infrasettimanale di Conference League o Coppa Italia e le vittorie arrivate subito dopo sono meno della metà (4). I pareggi uno in meno (3) e due le sconfitte, per un totale di 15 punti conquistati su 27 a disposizione. Gli ultimi due punti persi sono stati quelli di domenica a Udine.
Sulla carta una partita alla portata dei giallorossi, ma che al triplice fischio ha raccontato di un match dove ad Abraham e compagni va di lusso aver portato a casa il pari grazie al rigore di Pellegrini nei minuti finali. E proprio il gol nel recupero sta diventando una specialità della Roma targata Josè Mourinho perché in Serie A non c’è un’altra squadra che abbia fatto più reti nell’extratime. Sono già sei le marcature dei giallorossi a testimonianza di una squadra che anche se gioca male o sotto ritmo, comunque resta sul pezzo e non molla mai fino al triplice fischio. L’altra indicazione, però, che arriva di questo dato è come la Roma, costretta a segnare nei minuti di recupero, spesso si trovi nella condizione di dover recuperare, al punto che nei primi 15 minuti di gioco dei match sono appena tre i gol segnati su 47 totali in campionato. Un motore, quello giallorosso, che somiglia molto al diesel, anche se caro costa di questi tempi.






