Maurizio Sarri studia Filippo Ganna per trasformare la sua Lazio in una squadra da record
Maurizio Sarri, che è appassionato di ciclismo, che viene da una famiglia appassionata più ai grimpeur che ai pedatori, è rimasto sconcertato nel trovare nelle aperture il futuro di Sergej Milinkovic-Savic dopo una prestazione straordinaria. E non tanto perché avrebbe preferito leggere delle sue gesta, perché quelle le vede, le conosce, le apprezza e dopo i maremoti d'inizio avventura quando i due parlavano lingue diverse tanto da esser vicini a una clamorosa rottura, la sintonia tra i due pare ritrovata. No. Sarri avrebbe voluto leggere della sua grande passione, Filippo Ganna e il suo record dell'ora, come Fausto Coppi e come Francesco Moser, pure meglio del tempo non omologato di Chris Boardman. Come Super Pippo nessuno mai, e come questa Lazio adesso in pochi.
Maurizio Sarri sui pedali
Sicché nel suo tentativo su pista, i biancocelesti si sono messi altrettanto a testa bassa, giù a pedalare, lontani dai venti delle troppe attenzioni, inseguendo un sogno che pareva impensabile. Perché prima di Ganna, tre britannici e un belga, l'ultimo Dan Bigham lo scorso ottobre. Perché siamo i più veloci del mondo, adesso, pure con le scarpette, e nessuno si sarebbe immaginato Marcel Jacobs sul tetto del pianeta solo dieci anni fa. Così, nella rincorsa all'impensabile, ecco Maurizio Sarri sui pedali, che non cerca di spegnere i facili entusiasmi o di crearne di labili e flebili, vuoti e inutili. Oggi lo Sturm Graz, l'Europa League, un'altra tappa di questa gestione, di questi fronti continui e senza sosta.
Sarà miracolo?
Dovrà imparare a gestire il triplo fronte, Sarri, quando arriverà pure la Coppa, in questa stagione, con questo calendario, che certamente non gradisce. "Siamo costretti a questo per fare un Mondiale in Qatar ma la parola turnover mi sta un po' sulle scatole", per edulcorare i suoi non oxfordiani termini di pancia. Ecco, quel che dovrà riuscire a fare, e quel che sta facendo meglio delle scorse stagioni. Far stare tutti sullo stesso livello, annullare le distanze tra titolarissimi e riserve e far sentire tutti titolari. Non creare il gap tra chi gioca sempre e chi lo fa poco, non far essere, può che apparire, una Lazio A e una Lazio B. Perché pure quando provi a fare i record, i venti che ti fanno sbandare sono dietro la prossima curva. Studia Ganna, Sarri. Lo cerca nelle ultime pagine, per portarlo con sé sulle copertine.






