Mirwan Suwarso, Carlalberto Ludi e Cesc Fabregas meritano ogni istante di questa serata
Ci sono storie che partono da lontano. Dai Dilettanti, da una visione. Da tanti investimenti ma mica bastano solo i soldi, bisogna saperli spendere. Farli fruttare. Ogni milione come un seme, in un circolo virtuoso, anche sulle ricche rive del Lago di Como. La rapida risalita, il cambio di rotta quando la squadra veleggiava serena in Serie B. La rivoluzione in panchina dopo una vittoria, da Moreno Longo a Cesc Fabregas. E poi un direttore sportivo che s'è fatto la gavetta, Carlalberto Ludi, e poi la guida che inizialmente era dietro le quinte e che poi s'è presa un proscenio sempre più meritato, dovuto, Mirwan Suwarso.
La prossima scalata
Questa notte è un nuovo apice, per il Como, ma è la storia di una nuova scalata pronta, all'orizzonte altre vette. Quella del lago è sempre stata la provincia della provincia del calcio che conta. La vicina Milano che sogna, e pure Bergamo a far baldoria in Europa. Mica Como, a osservare, bramare, un miraggio, mica una realtà vicina e prossima. L'hanno resa possibile i fratelli Hartono, ora solo una delle visionarie metà della mela dopo la scomparsa di uno dei due proprietari. E poi le basi del progetto: "vogliamo emulare l'Atalanta", disse Suwarso. Con investimenti decuplicati ma nessuna spesa folle, tutto strategicamente ponderato e pianificato.
Destinati a crescere
L'esordio Champions di stasera è il prossimo culmine del percorso. Di un allenatore destinato, se tanto darà ancor di più, a scrivere pagine di storia del calcio moderno. Di un direttore sportivo silenzioso, mai fuori dalle righe, sempre in sintonia totale con la società. Di una guida capace di parlare nei modi e nei toni giusti. Il Como è una bella storia, un bel racconto. I milioni aiutano a far la felicità. Ma solo se hai idee e cervello per spenderli. Anzi. Per investirli.






