Modena, Rivetti l'uomo del futuro. Tesser e il compito di realizzare il sogno del patron
Carlo Rivetti. Si cela dietro a questo nome e cognome il motivo del ritorno a grandi livelli del Modena. L'imprenditore titolare della 'Stone Island' con il suo sbarco nel mondo del calcio ha dato al club canarino una solidità sul piano economico e progettuale che mancava da anni e questo ha dato modo alla società di riconquistarsi il palcoscenico della Serie B.
LA REALTÀ - Ma tecnicamente com'è, invece, il collettivo guidato da Attilio Tesser? Il tecnico di Montebelluna ha disegnato la squadra secondo il 4-3-1-2 o la variante più prossimo, "l'albero di Natale", con due trequartisti alle spalle dell'unica punta. Difesa a quattro imprescindibile e un giocatore, Luca Tremolada che rappresenta probabilmente l'ultimo trequartista puro di tutta la Serie B.
Sul piano dei risultati, poi, smaltito l'impatto con la nuova categoria, che aveva portato appena tre punti nelle prime sei giornate di campionato, nel mese di ottobre è arrivata la svolta: tre vittorie su tre match disputati, una delle quali contro la sorprendente Reggina di questo avvio di stagione.
IL SOGNO - Rivetti, dunque, è il punto di partenza di questo nuovo Modena, Tesser l'uomo chiamato a tenere vive le ambizioni del club, ma il sogno, dichiarato dallo stesso patron emiliano è, legato ovviamente alla Coppa Italia, solo e soltanto uno: giocare al 'Maradona' contro il Napoli di Luciano Spalletti. "Sarebbe stato bello averli al Braglia - ha detto Rivetti -, per noi sarebbe stato un grande incasso, ma giocare in quello stadio, il 'Maradona', è un sogno".






