Tre motivi per cui la Juventus deve ripartire da Antonio Conte
TMWUn paio di settimane fa Antonio Conte con una intervista a 'The Athletic' ha fatto sapere di esser pronto a tornare: "Voglio restituire identità a un grande club", le sue parole senza riferimento diretto a una specifica società. Parole che si sposano bene con l'attuale momento del Manchester United, ma anche con quello di una Juventus sempre più in difficoltà. Una squadra che oggi, alla luce della pesante sconfitta maturata allo Stadium contro la Lazio, valuta la possibilità di un cambio di allenatore. E quindi un ritorno di quell'Antonio Conte che è il miglior allenatore italiano attualmente senza contratto.
Dopo Juventus-Lazio 0-3 tantissimi tifosi bianconeri hanno inneggiato il suo nome, hanno chiesto a gran voce un immediato cambio di guida tecnica. E Conte, per diversi motivi, sarebbe la soluzione ideale. Ne abbiamo elencati tre.
Ha già dimostrato di saper aprire un ciclo vincente
Al via la stagione 2011/12, la Juventus è reduce da due settimi posti consecutivi e sembra ormai lontana anni luce da Inter e Milan. Ricordate? Antonio Conte viene chiamato da Andrea Agnelli per rifondare la squadra bianconera e assolve al meglio il suo compito. Con una squadra che non è di sicuro quella degli anni a venire vince subito il campionato senza perdere una partita: 23 vittorie e 15 pareggi in 38 partite, 84 punti e soprattutto solo venti gol subiti. La compattezza difensiva e un gruppo granitico alla base del ritorno al successo di una Juventus che aveva smarrito la strada vincente. Proprio come oggi.
Vincere è l'unica cosa che conta
E' il tecnico italiano più vincente degli ultimi anni, il primo a vincere il tricolore su tre panchine diverse. Tra Juventus, Inter e Napoli ha conquistato cinque Scudetti e due secondi posti. Ha vinto anche la Premier col Chelsea, ha dimostrato di sapere chiaramente come vincere e anche di sapersi reinventare. Chi vuole vincere si affida a lui e quasi mai sbaglia.
Effetto sergente
Le parole rilasciate ieri da Bremer suonano come un campanello d'allarme: "In questa squadra c'è chi sente i fischi e si nasconde". Frasi pesantissime detta da chi ieri sera aveva la fascia al braccio a cui ha prontamente replicato Luciano Spalletti: "In campo c'era anche lui". Un botta e risposta che evidenzia di un spogliatoio che oggi viaggia sul filo della tensione. E chi meglio di Conte per rimettere ordine e ridare una nuova direzione alla Juventus? Negli ultimi anni ha più volte dimostrato di saper riportare alla vittoria squadre che sembravano allo sfascio e di saperlo fare in tempi rapidi. A Napoli lo stesso spogliatoio che era reduce da un decimo posto e sembrava una polveriera pochi mesi più tardi festeggiava tra le strade del centro il quarto Scudetto della sua storia.
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