Non chiamatelo aggancio: per Inzaghi l’Inter è seconda. Oggi può cancellare ogni dubbio
"Io guardo la classifica attuale. Poi spero che ci sia presto chiarezza per tutti". Simone Inzaghi ha dribblato così un tema, se non il principale, di Inter-Juventus. Parole, dal suo punto di vista e non solo, più che comprensibili. Opinioni a parte, è un dato di fatto che la classifica allo stato attuale veda i nerazzurri avanti di dodici punti rispetto ai bianconeri. Così come è oggettiva la constatazione che quel divario sia inferiore alla penalizzazione inflitta alla squadra di Allegri. E, ma questo l'ha sottolineato lo stesso Inzaghi, il -15 a campionato in corso si sta rivelando un'arma a doppio taglio per tutte le squadre impegnate nella lotta Champions. Un'incertezza collettiva che, con ottime probabilità, si poteva evitare rimandando tutta la vicenda a fine stagione, a bocce ferme, senza costringere tutti gli allenatori coinvolti a ragionamenti così arzigogolati.
Il derby d'Italia non vale lo scudetto, ma molto di più. A prescindere dal -15, in ottica Juve. Di più: non vale lo scudetto per nessuna delle due. E questa è una notizia, per la storia del calcio italiano. Un posto Champions, però, lo vale eccome. E questo è un obiettivo che, nel 2023, le grandi società considerano prioritario persino rispetto al tricolore. Una vita di quarti posti o uno scudetto e poi un lustro senza coppe? Chiedete a un qualsiasi dirigente di alto livello e sceglierà la prima senza battere le ciglia. Per l'Inter, ma pure per la Juve, è il minimo sindacale. Non si tratta di ambizioni, ma di sopravvivenza: senza l'Europa che conta, i bilanci delle big finirebbero ingolfati in maniera irreversibile. Per motivazioni e con modalità diverse, entrambe stanno imboccando un'altra strada. Quella che Milan e Napoli hanno dimostrato possibile nelle ultime due stagioni. La differenza? Loro hanno vinto o vinceranno il campionato. Varrà meno della Champions, ma è un parafulmine eccellente dalle inevitabili critiche che comportano ricette a base di austerity e un pizzico di fantasia.
Aggancio o non aggancio? Per Inzaghi, una vittoria questa sera non significherebbe agguantare la Vecchia Signora, ma mettersela dietro di 15 punti. È un modo di vedere la questione, ma una cosa è certa: portare a casa il derby d'Italia, per l'Inter, significherebbe togliere ogni valenza al dibattito. Seconda o meno - Milan e altri incroci domenicali permettendo - l'obiettivo è dimenticare che quel -15 ci sia. Renderlo ininfluente ai fini della classifica, non quella della Juventus, ma la propria. Perché oggi, a prescindere da chi sia la seconda, il derby d'Italia è uno scontro diretto. Non varrà lo scudetto, ma vale comunque tantissimo.






