Pastore: "L'Italia brancola nel buio, non è detto che quello di Mancini sia un nuovo ciclo"
La ripartenza dell'Italia non è stata delle migliori, con la sconfitta in Nations League contro il Belgio. Ne ha parlato il giornalista Giuseppe Pastore, ai microfoni di Radio Tutto Napoli: “In realtà siamo in un’era geologica che non è né carne né pesce, perché se da un lato c’è, l’ho già visto e commentato, l’immagine della tribuna autorità di ieri, dall’altro c’è un’Italia che osa ma fino a un certo punto, che da un lato lancia Romano e poi però lo massacra il giorno dopo perché è stato il peggiore in campo. Allora non è così che si fa con i giovani che hanno giocato cinque partite in Serie A da titolare. Una volta che indossa la maglia della Nazionale contro De Bruyne, Tielemans, un Belgio comunque molto serio che ha fatto i quarti di finale ai Mondiali, ci sta che soffra. Dovrebbero dargli tempo.
Ieri i due peggiori in campo, secondo me, sono stati Tonali e Barella, mio punto di vista. Dall’altro lato poi ha un po’ di paura a lanciarli tutti, perché mi aspettavo di vedere Kayode, mi aspettavo magari di vedere Vergara, magari al posto di uno che non è nemmeno un esterno di ruolo come Kean. Insomma, è una formazione molto approssimativa che ci può stare se consideriamo questo l’inizio di un nuovo ciclo che magari ci porterà al Mondiale tra quattro anni, ma non è detto che sia un nuovo ciclo.
Per ora le premesse sono in realtà di un brancolare nel buio, a cominciare da un CT che è stato ripescato dalla periferia del calcio, dopo essersi defilato in maniera discutibile tre anni fa. Quindi c’è anche questo aspetto morale che non aiuta in questo momento la Nazionale a essere amata, come dimostrano i fischi dell’Olimpico e temo in generale i fischi virtuali di tutti gli appassionati italiani che in questo momento non riconoscono più quello per cui hanno sempre tifato fino a qualche anno fa”.






