Un rivale per il meno battuto d’Italia, dopo la rabbia di Fabregas: Como, tutto su Robert Sanchez
Cesc Fabregas si è arrabbiato, e non l’ha nascosto. La causa? Noel Tornqvist, ormai ex secondo portiere del Como: “Qualche giorno fa è venuto da me, dicendo che aveva un paio di possibilità di trasferimento. Gli ho detto che se avessimo trovato un altro portiere sarebbe potuto andare, altrimenti sarebbe dovuto rimanere. Poi qualcosa è cambiato, il giorno dopo è tornato da me. Per otto mesi ho visto una persona incredibile e in due giorni ne ho vista un’altra. È stata una cosa brutta e lo dico pubblicamente”. Da questo caso - lo svedese è poi andato in prestito al Monza - è nata la ricerca di un altro estremo difensore, concretizzata con l’arrivo di Robert Sanchez dal Chelsea. Non uno qualunque.
Dalla Premier League per sfidare il meno battuto della Serie A
Classe 1997, spagnolo di Cartagena, Sanchez non è un portiere qualsiasi. Arrivato nel 2023 al Chelsea dal Brighton per quasi 32 milioni di euro, nelle ultime due stagioni è stato il titolare della formazione londinese. Al Mondiale per club, vinto dai Blues nel 2025 sul Paris Saint-Germain, è stato tra gli assoluti protagonisti della finale, premiato con il Golden Glove come miglior portiere. Non è a fine carriera: a fine novembre compirà 29 anni. Non ha avuto problemi fisici. Sulla carta, è un potenziale titolare. Peccato che il Como abbia tra i pali Jean Butez, che a molti non piacerà ma nello scorso campionato ha guidato la difesa meno battuta, ed è considerato fondamentale da Fabregas anche per la sua qualità con i piedi.
Ma Sanchez sa giocare con i piedi?
Prima no, poi sì. Il percorso di vita e di carriera dello spagnolo è molto particolare. Anzitutto, poteva arrivare al Chelsea con dieci anni di anticipo: a 14 anni frequentò infatti un campus per portieri organizzato dagli inglesi a Malaga, dopo aver vinto un concorso. Partì e si sarebbe dovuto fermare per due settimane, ma dopo la prima andò a sostenere un provino con il Levante: gli osservatori del Chelsea arrivarono solo nella seconda settimana, e quindi non lo videro mai. Il Levante, comunque, lo prese ma l’anno dopo decise di andare in Inghilterra per conto suo, passando al Brighton. Qualche stagione più tardi, il suo percorso ha incrociato quello di Roberto De Zerbi. E qui sta una particolarità: l’allenatore italiano gli preferì Jason Steele non perché fosse più bravo a parare, ma proprio perché lo riteneva più bravo in costruzione. Anche dopo il suo passaggio al Chelsea, qualche errore con la palla tra i piedi alimentò i dubbi dell’ambiente. Fu decisivo, in compenso, Enzo Maresca, che puntò su di lui nonostante tutto e concentrò il lavoro sugli allenamenti per fargli superare alcuni limiti. Risultato: nella già citata finale del Mondiale per club, i tre gol del Chelsea arrivarono anche grazie alla sua partecipazione al gioco. Un biglietto da visita niente male.






