Rosso: "Vorrei essere il presidente che riporta in A il Vicenza. E regala il nuovo stadio"
Il presidente del Vicenza Stefano Rosso in una lunga intervista ha fatto il punto sul mercato appena concluso e sugli obiettivi nel breve e nel lungo periodo della società: “Innanzitutto dico che finalmente in mercato è finito, non si può tenerlo a campionato aperto e credo sia una formula da rivedere perché destabilizza squadra, ambiente e tifosi. Noi abbiamo fatto il mercato che volevamo, poi l’infortunio di Tsadjout ha lasciato scoperta una casella in attacco e abbiamo cercato di alzare la qualità della rosa. Il budget è stato costruito in base alle necessità richieste dall’area tecnica e non ci siamo risparmiati. - prosegue Rosso al Giornale di Vicenza - Merkaj? È sempre stato un obiettivo, ma serviva la volontà di tutti e tutte le caselle dovevano incastrarsi. L’ultimo giorno di mercato si è aperta l’opportunità giusta a partire del SudTirol e abbiamo chiuso”.
Sugli obiettivi per il campionato
Rosso ha poi parlato degli obiettivi per questa stagione: “Vogliamo salvarci il prima possibile e poi vedremo quello che verrà. Ma dobbiamo restare uniti, società, tifosi, ambiente devono essere compatti come lo siamo stati l’anno scorso. - prosegue ancora Rosso - Poi mi piacerebbe essere il presidente che ha riportato il Vicenza in Serie A e in ultima, il grande obiettivo è quello di regalare alla città e ai tifosi lo stadio nuovo. Voglio farlo per la gente, per tutto l’amore che hanno per questi colori”.
Sulla possibile cessione del club
Il presidente biancorosso si sofferma sul possibile passaggio di mano del club: “Stiamo cercando persone che ci aiutino a portare avanti questo progetto e le porte sono sempre aperte. Se vogliamo alzare il livello servono investitori perché da soli non ce la facciamo, inoltre il salto di categoria è legato anche al nuovo stadio e anche qui servono nuove risorse”.
Sulla Broggian al Como
Infine il presidente Rosso parla della cessione del classe 2008 Ettore Broggian al Como, un movimento di mercato che ha fatto storcere il naso a molti tifosi: “Prima di tutto va detto che noi non volevamo venderlo. Il Como è tornato alla carica tre volte per portarlo a casa e di fronte all’aumento dell’offerta abbiamo valutato due cose. Quel forte interessamento ci avrebbe aiutato a fare mercato, e poi abbiamo ragionato sul futuro del ragazzo. Qui non avrebbe avuto spazio se non per qualche scampolo di partita, mentre adesso ha la possibilità di giocare in Serie A o in Europa. Era la cosa giusta per tutti, un’opportunità per lui e per noi”.






