Roma, dalla corsa di Mou al rientro in campo: il Sassuolo nel destino di El Shaarawy
Roma, intesa come piazza, proprietà e dirigenza, ha fatto la sua scelta. Non ora, ma da inizio anno. Comunque vada la stagione c’è un solo intoccabile: Jose Mourinho. E poco importa se i metodi, meno ortodossi di quelli usati in passato da suoi colleghi, possano trasformarsi in un boomerang. La terapia d’urto messa in atto dallo Special One ha un solo fine: capire chi veramente può far parte del progetto giallorosso. Tra questi all’inizio faticava a rientrarci Stephan El Shaarawy, poi il gol vittoria col Sassuolo allo scadere nel girone d’andata ha cambiato lo stato delle cose. La rete regalava a Mourinho la vittoria nel giorno della sua millesima panchina in carriera, dava tre punti importanti alla Roma e creava un entusiasmo travolgente dopo 5 successi consecutivi. Un’euforia pian piano scemata per via degli alti e bassi registrati dalla Roma con le prime posizioni che sono scivolate via, rimarcando un gap evidente tra i giallorossi e le altre big. Prima di Natale, poi, sono stati diversi gli infortuni che hanno creato problemi a Mourinho e tra i giocatori fermati c’è stato anche El Shaarawy per una lesione muscolare al polpaccio. Il 92 giallorosso è stato costretto a fermarsi nel suo momento migliore perché nella formazione del tecnico, con il passaggio alla difesa a tre, era diventato un titolare, trasformandosi nell’esterno a tutta fascia di sinistra.
Sotto il profilo dei gol anche stava dando un contributo importante con sei reti (2 in A e le restanti in Conference), ma dalla partita prima del break natalizio con la Sampdoria ha giocato appena 75 minuti in tre spezzoni diversi e senza mai cominciare dal primo minuto. Una ricaduta e altri problemini dopo le vacanze invernali hanno fermato il suo rientro, ma Mourinho domani a Reggio Emilia è pronto a lanciarlo nuovamente dal primo minuto. Avrà spazio a prescindere dal modulo. Con la difesa a tre sarà il quinto di sinistra, con quella a quattro il trequartista vicino a Pellegrini e Mkhitaryan. L’obiettivo è dimostrare all’allenatore che la sfuriata sia servita e di meritare un posto da titolare nella Roma. Sarebbe un bel biglietto da visita anche per i playoff mondiali di marzo dove spera di poter dare una mano agli Azzurri contro la Macedonia del Nord e poi eventualmente in finale contro il Portogallo.






