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Roma, Gasperini: "I giocatori in scadenza? Spero nel loro attaccamento alla maglia"

Roma, Gasperini: "I giocatori in scadenza? Spero nel loro attaccamento alla maglia"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 13:59Serie A
Marco Campanella

Dopo la sconfitta di Udinese, la Roma riparte dalla sfida dello Stadio Olimpico contro il Cagliari in programma per domani alle 20.45. Alle 13.30 odierne, Gian Piero Gasperini presenterà il match in conferenza stampa presso l'apposita sala del Centro Sportivo "Fulvio Bernardini" di Trigoria. Diretta testuale a cura di TMW.

13.10 - A breve la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini.

13.30 - Inizia la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini.

Un commento su Zaragoza? Sul possibile ritorno di Totti in società?
"Ah, io lo faccio giocare subito, non c’è problema. Però si deve allenare. Gli togliamo quindici anni, vent’anni, lo facciamo diventare un grande (ride, ndr). Su questa cosa non si è ancora scesi nel dettaglio. Zaragoza? Qualche allenamento con noi lo ha già fatto, ha giocato e lo ha fatto con buona frequenza nel Celta, ha una discreta condizione. È chiaro che quando si arriva in una società nuova bisogna comunque inserirsi, conoscere i compagni, conoscere la squadra. Comunque domani è disponibile: non ho ancora deciso se farlo giocare dal primo minuto oppure a partita in corso. L’intenzione è sempre quella di inserire velocemente i giocatori, anche per dargli più possibilità e aumentare la velocità di inserimento nella squadra".

Le parole di De Rossi sugli arbitri?
"Gli episodi riguardano tutte. Quindi non è una questione che riguarda il favore di uno o di un altro. Penso che, come allenatori, dobbiamo fermarci un attimo e riflettere e far sentire la nostra voce nel mondo del calcio, perché la penso esattamente come Daniele e come tutti gli altri allenatori. Non è possibile, questo tipo di calcio non piace a noi e probabilmente non piace neanche al pubblico. C’è davvero una grande confusione: è bruttissimo vedere partite condizionate da cartellini strani e da rigori che il pubblico non vede.
Si parla tanto, ma poi assistiamo a simulazioni evidenti, a giocatori che si mettono le mani in faccia quando vengono appena toccati, a panchine che saltano per aria, che cominciano a provocare e a fare caciara sugli arbitri. Probabilmente dobbiamo essere anche noi allenatori a cercare di fare qualcosa di utile. Ci sono squadre che iniziano ad avere persone strane che entrano nel mondo arbitrale e insegnano ai giocatori come restare a terra, come rimanere giù se vengono toccati, aspettare che finisca l’azione quando la palla viene respinta di testa e poi restare a terra.
Il gioco del calcio dovrebbe essere qualcosa di leale, invece così si allontana dallo sport. Cercare di fregare un cartellino, un rigore, un’ammonizione o un cartellino rosso è distante da tutti gli altri sport. L’ho visto nel rugby, che è bellissimo per spirito. Il calcio è diverso, ci sono grandi interessi, c’è la necessità di fare risultati, però dobbiamo far cambiare questo tipo di sistema, che è veramente penalizzante per il nostro sport e anche per noi.
Lui ha detto una cosa importante: non si riconosce più in uno sport che ha praticato da sempre e che fin da bambino ho cercato di portare avanti. Sarebbe grave, e non so per quale motivo, ridurre questo sport al cercare di rubacchiare".

Ha notato una crescita del gruppo dal punto di vista mentale?
"Io su questo non ho mai avuto dubbi. Il gruppo ha sempre risposto in maniera forte; poi qualche volta anche con qualche acciacco, un po’ di sfortuna in alcuni casi, però non ci siamo riusciti e abbiamo perso tante partite 1-0 senza riuscire a ribaltarle. Forse abbiamo bisogno di crescere un po’ nel gioco aereo e questo è fondamentale, perché tante partite vengono risolte, recuperate o vinte negli ultimi minuti proprio in questo modo.
È chiaro che ci sono aspetti tecnici sui quali dobbiamo sicuramente puntare a fare meglio, ma sotto il profilo motivazionale questo gruppo oggi, come ha sempre dimostrato, dà una grande risposta e sarà così anche nelle prossime partite".

Si aspetta una reazione della squadra dopo aver perso il quarto posto?
"Quello che si prova a fare, al di là dell’immediatezza delle situazioni che possiamo sempre affrontare, è cercare in alcune partite di risolvere le problematiche che ogni gara presenta. Devo dire che in questo mese di gennaio abbiamo giocato praticamente dieci partite, dal 29 dicembre contro il Genoa fino al 2 febbraio con l’Udinese. Sono state dieci partite tutte di grandissima difficoltà, tantissime davvero complicate, e in alcune abbiamo perso parecchi giocatori. Abbiamo dovuto giocare in condizioni numeriche difficili: ricordo Atene, ma potrei citare anche Lecce. In alcune situazioni hanno esordito giocatori come Romano, Arena e Della Rocca a Lecce. Ha giocato subito Vaz appena arrivato, ha giocato subito Venturino appena arrivato. Nonostante questo abbiamo affrontato dieci partite in un percorso difficile, con tante defezioni, sempre con grande spirito e con grande voglia di fare.
Adesso ci siamo conquistati la possibilità di giocare la fase finale in Europa League. Abbiamo davanti un mese di maggiore normalità dal punto di vista delle partite e cerchiamo di recuperare il più possibile alcuni giocatori fondamentali. Ma l’intenzione, al di là di una partita fatta male o meno, è sempre quella di presentarci in modo dignitoso".

Ranieri è stato chiaro sul tema rinnovi, che ne pensa?
"Le trattative sono dovute solo ed esclusivamente a una diversa posizione economica, quindi io non posso stare in mezzo. Ci sono le esigenze della società e quelle dei giocatori. Non è una questione di valore dei calciatori, ma esclusivamente di aspetti economici.
Quella che sarà una difficoltà, ma io conto molto sui giocatori, è che non è facile arrivare a fine stagione con quattro giocatori in scadenza e due in prestito: sei giocatori su una rosa sono veramente tanti. Io credo comunque nei giocatori e che riusciremo sempre ad avere un’impostazione forte per poter fare qualcosa, e dobbiamo farlo per forza, anche per l’attaccamento alla Roma".

Ferguson è tormentato dai problemi alla caviglia, a che punto è? Gli altri infortunati?
"Il problema è alla caviglia: è la quarta distorsione che subisce. L’anno scorso è stato fermo un anno per una distorsione alla caviglia, quindi le condizioni complicate sono di questa natura. Per rimetterlo in piedi stiamo lavorando, ma ogni volta che cambia direzione la caviglia rischia una distorsione. Tre da una parte e una dall'altra, però quella operata è quella più problematica, quella che non ha risolto del tutto il problema.
Ci stiamo adoperando tutti per cercare di sistemare la situazione, ma non è facile. È chiaro che dal punto di vista psicologico passa dalla felicità a momenti in cui è molto scontento e molto depresso. Ora cerchiamo di recuperarlo e di rimetterlo in piedi. Non è facile, perché ogni volta servono dodici settimane. L’ultima volta si è fatto male evitando un fotografo. Quando è stato disponibile è sempre stato utilizzato, però la problematica di questo giocatore è questa. Quest’anno è andata meglio, l’anno scorso praticamente non giocava mai.
Sugli altri: Hermoso ha preso una bruttissima contusione al piede e fa fatica anche solo a mettere il piede nella scarpa. È un ematoma e purtroppo è sfortuna. Dybala ha preso una forte contusione al ginocchio, non sono interessati legamenti né altro, come è già stato detto. Speriamo che dalla prossima settimana sia disponibile, così come Hermoso.
Venturino ha avuto l’influenza e l’abbiamo recuperato. Soulé da settimane soffre di pubalgia, però con grande spirito riesce sempre a recuperare per giocare. È chiaro che non è al meglio. È anche una fase nuova per lui, sta giocando tantissimo, cosa che prima non era mai successa. Spesso succede ai giocatori giovani quando giocano con questa continuità: negli altri anni giocava molto meno. Non è una forma grave, ma ci convive, a volte va meglio, a volte peggio.
Per le altre situazioni, Dovbyk non me lo chiedete neanche. Stiamo lavorando bene, purtroppo abbiamo avuto distorsioni e contusioni forti. Vaz non penso sia un grande problema. Credo che tra martedì e mercoledì, anzi martedì stesso, qualcuno possa già tornare a lavorare con la squadra".

La coppia El Aynaoui-Cristante la convince? Potrebbe mettere anche Pellegrini in mediana?
"In questo momento c’è anche Pisilli che sta facendo molto bene. Sono tre i giocatori affidabili: non c’è Koné, però tutti e tre sono molto affidabili. Possono giocare insieme, possono giocarne due e poi uno magari subentrare. Mi sento abbastanza coperto. Pellegrini, e non solo lui, in certe partite potrebbe essere impiegato anche in quel ruolo".

La situazione Angelino?
"Angelino negli ultimi dieci giorni ha avuto un’ottima crescita: ha recuperato oltre quattro chili di peso e anche i valori emersi dalle analisi sono molto migliorati. Siamo tutti molto speranzosi che, prima di tutto, recuperi come persona e poi come giocatore. Non avendo certezze sui tempi, per questo abbiamo preferito muoverci in un certo modo ed è anche per questo che sono arrivati giocatori nuovi. L’importante, però, è che lui recuperi bene. Poi, se non ci sarà la possibilità dell’Europa, potrà iniziare a giocare il campionato seguendo tutto il suo iter. Quando tornerà il giocatore di prima, perché Angelino è stato un giocatore vero, noi abbiamo perso molto da questo punto di vista e quindi non vediamo l’ora che possa recuperare e tornare quello di prima".

Contro il Cagliari all'andata è stata una brutta Roma. Cosa si aspetta domani?
"Credo che quella contro il Cagliari non sia stata una partita ottima, soprattutto nel primo tempo. Poi dopo ci siamo ritrovati quasi in dieci e abbiamo perso la gara su calcio d’angolo, anche se c’erano le condizioni per portare via almeno un pareggio. Ultimamente avevamo cominciato a realizzare gol, a Udine c’è stata una prima frazione molto buona nell’ultimo periodo. A Udine, insomma, le situazioni pericolose ci sono state e soprattutto nel secondo tempo sono state anche parecchie: non sempre si sono concluse con parate del portiere, ma siamo arrivati spesso molto vicino, dentro l’area di rigore, senza però riuscire a trovare le direzioni giuste.
Qualcosa in più avremmo dovuto fare, magari prima, ma anche per il valore dell’avversario. Abbiamo preso un brutto gol su autorete, l’Udinese era stata pericolosa soprattutto con tiri da fuori. Le partite durano novanta minuti e nei novanta minuti, comunque, a Udine avevamo fatto bene. Dobbiamo accettare il risultato e cambiare.
È chiaro che domani dobbiamo giocare contro il Cagliari, una squadra contro cui all’andata, come abbiamo detto, non è stata una buona partita. Domani abbiamo l’occasione di rifarci, giochiamo in casa. Arriva una squadra che ha cambiato molto, che si è quasi rifatta: non sarà una partita facile perché il Cagliari, tra l’altro, è in un buon momento, non è una squadra in crisi, sta facendo anche bene. È chiaro che domani sarà una partita molto dura".

Quando ha parlato di giocatori non certi della permanenza a fine stagione, si riferiva a rinnovi da fare prima, a cessioni non andate in porto o alla formula del prestito?
"Anche Malen è in prestito, Zaragoza e Venturino...Ferguson è in prestito, ma ha un riscatto complicato che andrà ridefinita in estate. È una situazione sacrosanta, ma il prestito con diritto di riscatto rientra sempre in determinate politiche. Non è l’ideale trovarsi con giocatori che magari sanno di non far parte del futuro o che possono sentirsi messi da parte. Per me è la prima volta che mi trovo in una situazione del genere, però conto molto sulla fiducia. Conoscendo questi ragazzi, sono sicuro che fino alla fine daranno il massimo".

Le prestazioni di Ndicka e Cristante?
"Ha comunque fatto delle buone partite. Non è facile arrivare dall’Africa: la Coppa d’Africa è una competizione che ti prosciuga molto, sia a livello fisico sia a livello mentale. Lui però si è calato nel campionato e nella squadra; ha bisogno di recuperare le migliori energie fisiche, ma è assolutamente un giocatore affidabile. Cristante, in questo momento, rappresenta il presente: ti garantisce fisicità, ti garantisce qualità di gioco, capacità di tiro e capacità tattica. Lo stesso discorso che ho fatto per Ndicka vale anche per El Aynaoui, che ha disputato la Coppa d’Africa giocando partite di livello, arrivando fino in fondo e chiudendo anche con un infortunio piuttosto pesante. Poi c’è Pisilli, che può giocare in quella posizione dove oggi viene utilizzato Cristante".

Ha studiato un modo per arginare Palestra?
"Credo che i nostri esterni siano arrivati a un certo livello, ma in generale stanno facendo bene all’interno di questo sistema di squadra. Poi nel Cagliari c’è un giocatore che sta facendo benissimo ed è sempre stato un ragazzo di grande valore, però questa crescita è stata comunque strepitosa. Lo conosco e so che, se riusciamo ad attaccarlo, come tutti i giocatori, possiamo metterlo in difficoltà. Condivido il fatto che sia un giocatore molto forte, soprattutto sotto l’aspetto fisico e tecnico, è un 2005 ed è destinato a club molto importanti".

13.59 - Termina la conferenza stampa.

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