Se neppure gli Autogol hanno più voglia di ridere…
Il giorno dopo fa ancora più male. L’Italia si è risvegliata e ha compreso la gravità dell’ennesimo fallimento Mondiale. Qualcuno, come il sottoscritto, ha sperato fosse solo un brutto incubo ma, purtroppo, non è così: è tutto vero, al Mondiale allargato a 48 squadre ci sarà Curacao ma non l’Italia. Come è normale che sia, sono già iniziati i processi. Ognuno ha la sua, personalissima, soluzione. Tuttavia, tutti concordano su un nome: Gabriele Gravina. Il presidente della FIGC è indicato come il massimo colpevole di questa nuova tragedia calcistica nazionale. Al suo secondo fallimento consecutivo, il numero uno del calcio italiano si è trincerato dietro alle norme, spiegando che ogni approfondimento verrà fatto durante il prossimo consiglio federale. Insomma, ha preso tempo circa le possibili dimissioni. Ecco, già il fatto che si parli solo di “possibili dimissioni” è un grosso problema…
Tutti vogliono un cambiamento totale ai vertici del calcio italiano, pure Michele Negroni, uno degli Autogol, ovvero chi fa dell’ironia e dello scherzo i suoi punti di forza. “Si diranno tante, tantissime cose… Ma poi Domenica riparte il campionato. E magicamente ci dimenticheremo tutto… Serve una rivoluzione. Vera.
Fatta da persone competenti. Io da semplice osservatore mi limito a notare come ormai non abbiamo più nessun giocatore italiano in grado di dribblare, saltare l’uomo, inventarsi giocate. La Bosnia ne aveva. Più di uno. La Bosnia. E pure la Norvegia. Noi no. Questo basta”. Più chiaro di così…
Cosa accadrà ora? Fiumi di parole e nient’altro? In realtà ci sarebbe un Ministro dello sport, tale Andrea Abodi, che potrebbe entrare a gamba tesa nell’attuale sistema calcio e a “spingere” gli attuali dirigenti a prendere una decisione saggia per il bene della Nazionale. Lo farà? Impossibile saperlo, anche perché sarebbe un atto di coraggio non indifferente. Fare ora nomi di possibili sostituti di Gabriele Gravina sarebbe un mero esercizio stilistico, fine a sé stesso. Prima servono le dimissioni, poi idee nuove e, infine, chi può metterle in pratica. Forse stiamo chiedendo troppo, no?











