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Non salviamo il soldato Gattuso. E tra Mancini e Conte... Perché non Allegri?

Non salviamo il soldato Gattuso. E tra Mancini e Conte... Perché non Allegri?TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Marco Conterio
Oggi alle 19:00Podcast TMW
Marco Conterio

Gennaro Gattuso nella scala delle colpe per la tragedia del calcio italiano, per una crisi che dura da lunghi anni, è tra i meno colpevoli. Però non è certo incolpevole, per quello che s'è visto nella gara contro la Bosnia. Una sfida dove lui, il suo 'Ringhio', avrebbe dovuto vedersi. Lui che da tecnico sta giustamente e legittimamente, da grande studioso di calcio e tattica, sta provando a scrollarsi di dosso questa etichetta, ha fatto vedere allora un'Italia bella? Pratica? Un'idea chiara? No. E' il meno, o tra i meno colpevoli. Ma non è certo esente da colpe. E il futuro? Roberto Mancini sarebbe stato contattato da uno dei nomi in ballo per il futuro, Giancarlo Abete, già Presidente, già vincitore del Mondiale, già dimissionario dopo il disastro Mundial brasiliano. Col Mancio però apriti cielo, le polemiche post Arabia Saudita non si sono esaurite a distanza di anni... Antonio Conte? Grande suggestione, ma Aurelio De Laurentiis ha dato il suo endorsment a Giovanni Malagò e spera di continuare il ciclo col suo allenatore. E allora... Perché non Massimiliano Allegri?

Ne parliamo nel Podcast di oggi di Tuttomercatoweb.com in compagnia di Marco Conterio

Quando Gattuso disse 'se non vado ai Mondiali, vado a vivere lontano dall'Italia'...
Parlando in conferenza stampa durante le qualificazioni di ottobre, aveva infatti così sentenziato il ct a proposito di meriti e di eventuale fallimento: "I meriti me li prenderò se centrerò l'obiettivo, sennò andrò a vivere lontano dall'Italia. Già ci sto, un po' lontano, ma sarà ancora più lontano. E sono consapevole di questo. Ho detto che è un sogno e ve lo ripeto, ringrazio Gravina, Buffon e tutti quelli che hanno creduto in me. Sicuramente c'era chi avesse più esperienza o vissuto di me, ma non sono uno scappato di casa. L'ho presa con grande responsabilità, come un peso, sapevo cosa volevo ben fare, lo avevo chiaro. Non pensavo di far fare 16 gol alla squadra, ma di creare un gruppo e una squadra che poteva stare bene in campo. Il merito è loro, io ne ho pochissimi".

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