Roma, Dybala e il 'piano Bradbury': i giallorossi aspettano e sperano
Vi ricordate Steven Bradbury? Medaglia d’oro nello short track di Salt Lake City nel 2002, capace di vincere grazie alle cadute rovinose dei suoi diretti avversari e mai così attuale come quest’estate lo diventa se parliamo del mercato della Roma. Per Dybala a Trigoria, infatti, il ‘piano Bradbury’ è scattato da tempo. Non è un segreto che piaccia ai Friedkin e che Mourinho lo abbia chiesto per sostituire Zaniolo, ma per i giallorossi è impossibile partecipare a un’asta sullo stipendio se i competitor si chiamano Milan, Inter e Manchester United. Per questo Tiago Pinto aspetta e studia l’evolversi della situazione perché con il passare dei giorni la realtà è una e una sola: al 10 luglio, nonostante sia un parametro zero, Paulo Dybala è ancora senza squadra. Le richieste del suo entourage hanno infatti prima convinto la Juventus a fare a meno di lui e stanno spingendo ora Marotta e Maldini a prendere tempo.
La Roma dal canto suo è sempre stata lì, pronta a mettere sul piatto un triennale a 4,5 milioni di euro l’anno più bonus per arrivare a 5. Una proposta mai presa realmente in considerazione dall’argentino, vista soprattutto l’offerta superiore dei nerazzurri (6,5 mln a stagione). La pazienza dell’Inter, non disposta a trattare ulteriormente, non sembra infinita e dovesse permanere questa situazione di stallo a giovarne sarebbe proprio la Roma. Perché se ad agosto alla finestra della Joya ci fossero solo i giallorossi ecco che il suo entourage, pur di farlo giocare, dovrebbe prenderli in considerazione. Di vitale importanza a Trigoria sarebbe la cessione di Zaniolo per sbloccare tutto l’affare, ma come per Bradbury nel 2002, la vittoria finale non dipende dalla Roma, ma dal defilarsi dei suoi avversari nella trattativa. Più passa il tempo e più la Roma ha margine di manovra






