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Roma, il mercato a zero di Pinto e il paradosso dell’avere Mourinho in panchina

Roma, il mercato a zero di Pinto e il paradosso dell’avere Mourinho in panchina TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
autore
Dario Marchetti
venerdì 21 luglio 2023, 08:30Serie A

Quando il 4 maggio del 2021 veniva ufficializzato a gran sorpresa José Mourinho come nuovo allenatore della Roma, l’idea di tutti - tifosi, addetti ai lavori, calciatori - è stata quella di un club pronto all’instant team. Oltre due anni dopo, invece, a Trigoria e in città, si ritrovano a fare i conti con la dura legge del Financial Fair Play che al Neto dell’investimento al primo anno per Abraham da 40 milioni, ha visto Tiago Pinto operare sempre con parsimonia nelle sessioni estive e invernali di calciomercato. In particolare dalla scorsa estate quando al 31 agosto 2022 i soldi spesi, nonostante un mercato che portò in dote Dybala, Belotti e Wijnaldum, furono i 7 milioni di Celik. Sei mesi dopo, a gennaio, ancora meno perché Solbakken arrivò in prestito e Llorente in prestito secco gratuito.

Un trend che non è cambiato perché all’alba della terza stagione con Mourinho la Roma conta già gli acquisti di Aoaur, N’Dicka, di nuovo Llorente e Kristensen senza aver sborsato un euro se non per gli ingaggi. Insomma, in un anno l’investimento fatto per i cartellini è fermo a sette milioni e in prospettiva sembra destinato a crescere di poco, perché se per Renato Sanchez si cerca un’operazione in stile Wijnaldum, per Scamacca l’idea è quella di un prestito oneroso (4-5 milioni subito) legato l’obbligo di riscatto alla Champions. Così facendo Pinto potrebbe chiudere una nuova sessione di mercato spendendo anche meno della scorsa estate. Un paradosso per quella che è la storia dello Special One.

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