Roma, Mourinho e il rumore delle parole. Da Candela alla società ne ha per tutti
Mourinho rompe il silenzio e le sue parole tornano a far rumore. Mai banali, sempre con un secondo fine e tante sfumature che definiscono il pensiero dello Special One, rimasto sopito negli ultimi due mesi. In tanti hanno parlato per lui. Dal Portogallo al Brasile, tutti lo vogliono sulla propria panchina dopo i flop mondiali, ma il tecnico è rimasto alla Roma. Ringrazia la federazione e il presidente portoghese perché “onorato della considerazione” ma “sono qui” ha specificato. Senza aggiungere aggettivi. Né felice né infelice. Semplicemente qui a Roma. E poi ancora a chi gli chiede se l’entusiasmo nella Capitale fosse scemato risponde: “Ai tifosi, alla proprietà e al direttore non interessa se io sia felice o no, ma che dia il massimo per il club”. Dichiarazioni che a un’attenta lettura sembrano più l’esternazione di un malessere, non nei confronti della squadra, con la quale ha un feeling totale, ma verso la società che, complice i conti in rosso e i paletti del Fair Play Finanziario, non potrà dare allo Special One quello che desidera.
Così come quando parlando dei fischi a Zaniolo, per i quali si dice dispiaciuto, finisce poi per prendersela con Candela che lo aveva criticato a DAZN dopo la gara con il Milan. E “mi spiace che il mio club non abbia la forza per andare dritto in questi casi" è la tirata d'orecchie che arriva anche alla Roma.Insomma, tanti piccoli tasselli che spengono un po’ la sbornia d’entusiasmo da Conference League dello scorso anno, ma che non distraggono comunque l’allenatore. Perché non si vincono 26 titoli se non si è professionisti e per questo almeno fino a giugno, periodo che sarà di valutazioni, lo Special One sarà concentrato solo ed unicamente sulla Roma e sugli obiettivi da raggiungere. A fine stagione, poi, sarà tempo di bilanci, e non solo quelli societari, ma soprattutto quelli di un tecnico che dovrà decidere del suo futuro, nonostante il suo contratto con la Roma cessi nel 2024.






