Roma-Pinto, l’ultimo ballo di un general manager stanco
Questa sera alle 20 chiuderà il mercato e con lui l’avventura in giallorosso di Tiago Pinto. Anche se ufficialmente non sarà più il general manager della Roma dal 3 febbraio. Insomma, il tempo di fare le valige, salutare dipendenti, calciatori, mister e dirigenti a Trigoria e poi riposarsi. Almeno fino alla prossima avventura. A Tiago piacerebbe lavorare in Premier League, ma non è escluso che si possa rivedere anche in Italia visto che dal prossimo anno saranno diverse le società che dovranno ristrutturare il proprio parco dirigenti. Nel frattempo oggi sarà il suo ultimo ballo, l’ultimo giorno frenetico di mercato con una Roma impegnata nelle cessioni di Kumbulla, Belotti e non solo. Ci sono anche gli acquisti perché dopo l’affare Angelino, è in chiusura anche un investimento per il futuro: Baldanzi. Intanto lunedì sera era puntuale all’Arechi per seguire la squadra nella sua ultima partita. Tradotto: nessuno potrà imputargli di non esser stato un professionista fino alla fine dei suoi giorni romani.
Sbarcato nella Capitale a gennaio del 2021 ha passato tre anni tra gioie e difficoltà. Gli acquisti di Mourinho, Dybala e Lukaku, la Conference League vinta, i tanti giovani lanciati e un dipartimento femminile ristrutturato e portato al successo, ma anche la finale sfumata a Budapest e le complicazioni di un calciomercato condizionato dal Financial Fair Play e dal conseguente settlement agreement. Condizioni che hanno reso delle volte impossibile il suo lavoro, portandolo a una stanchezza generale e alla decisione di lasciare con sei mesi d’anticipo il suo lavoro a Trigoria. Gli esoneri di Fonseca e Mourinho i momenti più difficili e ora l’addio a una città che, come spesso accade, lo ha esaltato e odiato allo stesso tempo. Ma lui è certo di aver lasciato un’eredità migliore di quella che ha trovato.






