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San Siro quasi sempre sold out: non è un peccato avere uno stadio più piccolo?

San Siro quasi sempre sold out: non è un peccato avere uno stadio più piccolo? TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
lunedì 17 ottobre 2022, 09:51Serie A

San Siro c'è, risponde presente. Contro la Salernitana, l'impianto cittadino di Milano si è fatto segnalare per il terzo sold out stagionale quando di casa vi è stata l'Inter. Si arriva a sei, considerando i pienoni fatti registrare pure dal Milan contro Chelsea e Juventus, nonché quello nel derby. Del resto, parliamo di uno stadio che in questa stagione vanta una presenza media di oltre 72 mila spettatori, che viaggia a percentuali di riempimento superiori al 92 per cento per entrambe le squadre ospitate, che persino negli anni bui delle milanesi ha raramente fatto mancare il suo appoggio.

Diecimila posti in meno in futuro? Come minimo. Il proposito di costruzione del nuovo stadio, a oggi, è difficilmente definibile un progetto: in senso tecnico, quest'ultimo è scomparso nel corso delle settimane. Al momento non è chiaro se la "cattedrale" così come è stata presentata sia ancora nei programmi del nuovo stadio, a cui continua a lavorare lo studio Populous. Di fatto, è un'idea ancora abbastanza informe, su cui si hanno poche certezze, se non che gli ultimi propositi - appunto - parlano di una capienza da 60-65 mila spettatori. Dai quindici ai dieci mila in meno rispetto al dato attuale.

Non è un peccato? Senza entrare troppo in dettagli tecnici, l'idea di Inter e Milan - che hanno sempre chiuso la porta a una ristrutturazione dello stadio, strada seguita in diversi eccellenti casi esteri, dal Bernabeu al futuro Camp Nou per citare due esempi - appare chiara. I motivi sono diversi: innanzitutto, porterebbe a recuperare qualcosa a livello di cubature. Nei programmi attuali, il nuovo stadio dovrebbe prevedere soltanto due anelli e la costruzione del terzo, secondo quanto spiegato nel corso del dibattito pubblico da chi se ne occupa, costerebbe circa 200 milioni in più. Infine, l'abbassamento della capienza consentirebbe di rendere il tutto esaurito un dato di fatto, un elemento pressoché scontato. È la strada, del resto, che ha perseguito anni fa la Juventus, costruendosi uno stadio molto piccolo rispetto alle proprie potenzialità, ma tale da garantire l'effetto pienone a ogni gara. Una soluzione non priva di rischi: lo stesso Stadium, per esempio, nelle ultime settimane non è stato sempre esaurito, complice il difficile momento di Madama. Rendere più difficile, e verosimilmente più costoso, l'acquisto dei biglietti può inoltre avere un effetto boomerang non secondario: ci si abitua ad altre modalità di fruizione della gara, ci si disaffeziona allo stadio, si tifa in maniera più diversa e distante. Il tifoso-cliente, rispetto al tifoso-tifoso, si vuole divertire, ragion per cui è storicamente meno propenso a seguire la propria squadra nelle crisi, che possono arrivare e quasi mai sono divertenti. Non è un peccato, e pure un rischio, rinunciare al capitale umano che San Siro ha dimostrato di poter mettere sul piatto in queste prime giornate?

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