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Sassuolo, Aquilani: "Dal mercato arriverà altro. Thorstvedt si è messo a disposizione

Sassuolo, Aquilani: "Dal mercato arriverà altro. Thorstvedt si è messo a disposizione TUTTOmercatoWEB
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Niccolò Righi
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Niccolò Righi
Oggi alle 14:53Serie A
Il tecnico dei neroverdi ha commentato anche l'acquisto di Seba Esposito: "Voglio evderlo da attaccante: può giocare da 9, può giocare da 10".

Nel giorno di vigilia della sfida tra Sassuolo e Torino, il tecnico dei neroverdi Alberto Aquilani è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole riprese dalla redazione di SassuoloNews.net, iniziando dal mercato: "Mancano 3 giorni alla fine del calciomercato del Sassuolo, ci siamo quasi. Sicuramente qualcosa arriverà, ancora no, so che Esposito sta facendo le visite, però finché non li vediamo qui aspettiamo a pronunciarci. Abbiamo recuperato diversi giocatori, questo è già per me qualcosa di importante, stanno meglio, hanno fatto una settimana completa, quindi per me questa è una buonissima notizia".

Come stanno gli infortunati?
"Abbiamo recuperato diversi giocatori, questo per me è l'importante. Idzes si è allenato, ha fatto una settimana piena, è arruolabile, Berardi si è allenato, Leysen ha fatto una settimana con noi. Walukiewicz è ancora fuori, è l'unico che è ancora un po' indietro rispetto a quelli che erano programmati per il rientro, poi ci sono altri con tempi ancora più lunghi. Obrador sta bene, si è allenato". 

Come hai vissuto questa settimana post Bergamo?
"Sì, quando arriva un allenatore nuovo e prova a proporre un qualcosa, come li convinci i giocatori? Li convinci con i risultati? No, perché se fai i risultati poi loro si rendono conto che la proposta è giusta. Io credo che questa partita, come ho già detto a loro, deve dargli la convinzione che è qualcosa che può dare vantaggi. La vittoria è la cosa comune, la cosa che tutti la vedono, tutti la riconoscono, però a volte se tu analizzi la prestazione e far arrivare a questi calciatori che la prestazione, nonostante siamo arrabbiati perché abbiamo perso, ci deve dare delle certezze affinché noi sappiamo che possiamo andare a Bergamo e fare quel tipo di partita contro una squadra molto forte, una squadra importante, una squadra che lotterà per i vertici. Questo per me deve essere un segnale che loro devono recepire perché vuol dire che si deve continuare su questa strada, che si devono migliorare diverse cose, che l'errore fa parte del gioco e che bisogna crederci".

Thorstvedt come lo vede?
"Finché lo vedo con la maglietta verde che si allena con noi lo prendo in considerazione. Abbiamo già parlato, detto e ridetto, io faccio l'allenatore e penso al campo, guardando chi mi dimostra di essere pronto a fare una grande partita. L'ho visto meglio gli ultimi giorni, si è messo a disposizione, ha dato disponibilità a livello fisico e l'ho fatto entrare. Mancano ancora un po' di giorni poi capiremo cosa si può fare".

Cosa pensa di Lipani?
"Un prospetto sul quale voglio lavorare e in cui credo, può fare entrambe le cose, può fare il play e la mezzala, anche se diverso da Bakola, mi aspetto tanto e voglio che prenda consapevolezza dei propri mezzi".

Domani ritrova un amico come Abate...
"Ignazio è un amico, siamo cresciuti insieme perché abbiamo giocato insieme, abbiamo avuto un percorso anche da allenatori un po' analogo, un po' parallelo come dicevi, quindi è un allenatore che stimo. Torino è una squadra importante, una squadra che ha già delle idee e quindi per noi sarà una partita da prendere veramente con le pinze perché è una buona squadra, perché l'allenatore lo conosco, sa trasmettere quella che è la sua idea e quindi dovremmo essere molto attenti a fare le nostre cose, anche rispettare un avversario che ti può mettere in difficoltà. Mi aspetto una partita domani di grossa attenzione. Io l'altro giorno parlavo di coraggio e umiltà e queste due componenti le ho viste a Bergamo. Adesso andiamo ad aggiungere un po' di consapevolezza proprio ai fini del risultato, quindi a stare più attaccati al risultato perché poi contano i punti e noi se facciamo una partita come quella dell'altra volta dobbiamo andare a casa con i punti, quindi questa consapevolezza che tutto quello che facciamo lo dobbiamo fare ai fini del risultato. Sarà bello rivederlo, sarà sicuramente emozionante per tutti e due. Il fatto che abbiamo rispettato un po' le tradizioni non so se è proprio così. L'altro anno giocavo a tre a Catanzaro perché avevo una squadra che secondo me non aveva degli esterni d'attacco importanti e quindi ero obbligato tra virgolette a giocare a tre. Inizialmente avevo provato a costruirla per giocare a quattro e quest'anno ho trovato degli esterni di altissimo livello e quindi mi sono adattato alle loro caratteristiche senza snaturare poi il principio, quello che è il mio modo di lavorare".

Con l'Atalanta è mancata la fase realizzativa?
"Sì, le famose due aree. Abbiamo commesso degli errori davanti alla porta avversaria e abbiamo commesso degli errori davanti alla nostra area e questo poi a fine risultato ci hanno condannato. Sappiamo che dobbiamo essere più cinici, più ottimisti quando siamo lì davanti e magari dobbiamo pensare più in negativo quando abbiamo le situazioni a nostro sfavore nella nostra area. Sono componenti fondamentali, però se vai a Bergamo e calci così tante volte con questo tipo di calciatori alla lunga secondo me è difficile che le perdi, quindi adesso la forza sarà quella di ripetere quel tipo di partita che non è scontato aggiungendo individualmente questo tipo di errori che dobbiamo evitare".

Cosa si aspetta dai giovani?
"Mi aspetto un po' quello che è successo, mi aspetto che quando vengono chiamati in causa devono avere il coraggio di farlo perché sono giocatori importanti. Mi ha fatto piacere nonostante ci sono stati gli errori che non si sono buttati giù e hanno continuato a giocare. Sono ragazzi che quando invochiamo i giovani li mettiamo dentro e dobbiamo avere anche la pazienza di supportarli perché l'errore fa parte della crescita e quindi io mi auguro che questo tipo di errori che ci sono stati possano essere strumento di miglioramento. Quando fai l'errore lo analizzi, lo vedi, lo rivedi e poi dopo devi cercare di non farlo. Se non succede magari pensi che va tutto bene, invece quando sono giovani va bene così, noi lo abbiamo accettato. Noi sappiamo che se vogliamo mettere una squadra giovane siamo consapevoli che tutto questo può succedere e quindi è ovvio che ci deve essere l'apprendimento veloce, però mi auguro di farne giocare il più possibile perché sono bravi e perché possono essere il futuro di questa squadra".

Cosa teme del Torino?
"Io credo che il Torino ha provato a fare quello che l'allenatore vuole e ovvio siamo all'inizio, siamo tutti un po' in difficoltà perché ci sono giocatori nuovi, perché a volte non ci sono, perché ci sono giocatori scontenti, quindi lavorare in questo inizio di stagione per tutti gli allenatori credo che non sia semplice. Io credo che sia una squadra che può fare entrambe le cose, una squadra che gioca, una squadra che può ripartire, quello che dobbiamo essere anche noi, noi non è che andiamo avanti alla garibaldina, noi andiamo avanti quando c'è da andare avanti, quando ci sono le distanze giuste, quando siamo messi bene, siamo ordinati, altrimenti bisogna fare un passo indietro, bisogna compattarsi. Per ripartire la squadra deve essere completa, deve abbinare le due fasi, deve abbinare l'essere aggressivo e l'essere attendista quando la partita ti chiede di essere attendista, non possiamo pensare di andare sempre avanti contro tutti, perché davanti poi abbiamo delle squadre che te lo permettono e a volte delle squadre che non te lo permettono, quindi la difficoltà sarà quella di capire che tipo di partita sarà e ovvio noi avremo il piano gara, avremo la nostra strategia, ma non sempre la strategia sarà attuata perché davanti abbiamo degli avversari che vorranno un po' controbattere a questa tua strategia e noi lì dobbiamo essere bravi a sapere che gara sta avvenendo e che armi utilizzare in quel momento".

Come cambia il Sassuolo con l'arrivo di Sebastiano Esposito?
"Lui e Pinamonti sono due attaccanti differenti, Andrea è sempre stato un attaccante da area di rigore mentre Sebastiano in queste ultime esperienze si è sempre trovato a giocare vicino a un attaccante. Per me può fare tutto, può giocare da 9, può giocare da 10, è ovvio che tutto sia simile all'idea della nostra squadra che sarà sicuramente diversa la richiesta rispetto a quella che aveva gli anni passati. È un ragazzo che conosce il gioco, un ragazzo che conosce il calcio e quindi secondo me non sarà un problema. Io lo vedo, lo voglio vedere come attaccante perché secondo me ha tutto per diventare un attaccante ovvio con le caratteristiche sue, non con le caratteristiche di un Pinamonti o di un Bowie che sono caratteristiche diverse, quindi il mio obiettivo con lui sarà questo, poi può giocare con Bowie sì sicuramente perché possono giocare anche insieme, però aspettiamo perché io ho detto finché non lo vedo".

Si aspettava questo Cisse visto alla prima con il Milan?
"Io dal primo giorno che l'ho visto l'altro anno mi ero reso conto che questo ragazzo aveva qualcosa di diverso. Un ragazzo che ha una qualità non comune, qualità tecnica, fisica, mentale, nonostante è arrivato da primavera. Lui veniva dal Verona, giocava in primavera, ma subito dai primi allenamenti anche solo il rumore che faceva la palla era diverso. Quindi è un qualcosa che l'abbiamo visto subito, poi l'abbiamo messo dentro, ha fatto una prima parte di stagione incredibile. Per me non è qualcosa che mi sorprende, in lui vedo qualcosa di grande. Gli auguro il meglio perché è anche un bravo ragazzo e mi auguro che quello che gli abbiamo dato in questi sei mesi a Calanzaro gli possa servire per il futuro".

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