Talismano Olanda per Mourinho e la Roma, col Vitesse per cominciare la cavalcata europea
Veni, vidi, vici. E’ quello che si augura possa succedere anche stasera Josè Mourinho contro il Vitesse. La sfida del Gelredome vale il primo round degli ottavi di finale della Conference Leauge, una competizione dove la Roma, al pari di Leicester e Marsiglia, è la favorita alla vittoria finale. Per questo lo Special One non vuole cali di concentrazione per provare a indirizzare la qualificazione già stasera. I gol in trasferta non valgono più, per questo vincere è l’unica cosa che conta e da qui nasce anche la decisione di fare poco turn over. A sorridere ai giallorossi c’è una tradizione storicamente favorevole in Olanda. Otto confronti e due sole sconfitte, una con l’Ajax nel 2002-03 e l’altra decisamente più indietro nel tempo perché risale addirittura al 69’ contro il Psv. Una sconfitta arrivata solo ai supplementari dopo il doppio 1-1 tra andata e ritorno e che resta l’unica per i giallorossi nella fase a eliminazione diretta. Nel recente passato, infatti, l’urna di Nyon ha messo due volte la Roma contro formazioni olandese e il risultato è sempre stato lo stesso: il passaggio del turno dei giallorossi. Basti pensare allo scorso anno quando con un doppio 2-1 gli uomini di Fonseca superano l’Ajax regalandosi il Manchester United in semifinale, oppure quando nella stagione 14-15 con Garcia in panchina la Roma superò il Feyenoord nei sedicesimi.
Col Vitesse non ci sono precedenti, ma la speranza è che il trend sia confermato perché anche Mou ha un feeling niente male quando affronta squadre dei Paesi Bassi. Per lui, infatti, sono ben otto le vittorie contro le squadre olandesi in nove confronti europei. Sette risultati positivi su sette sono arrivati con l’Ajax, uno anche con il Feyenoord (4-0) ai gironi di Champions mentre non incide l’unica sconfitta arrivata per 1-0 sempre con la squadra di Rotterdam nel 2016 alla guida del Manchester United. E anche stasera, con una Roma concentrata, i favori del pronostico saranno tutti per lo Special One che ad Arnhem vuole far partire la cavalcata europea fino alla finale di Tirana del 25 maggio. Non avrà il fascino della Champions, ma poco importa: la natura vincente di Mourinho non guarda troppo in faccia alla storia della competizione.






