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Tesser: "Tutti vorrebbero avere Di Lorenzo in squadra. Raspadori? Alzerà l'asticella"

Tesser: "Tutti vorrebbero avere Di Lorenzo in squadra. Raspadori? Alzerà l'asticella" TUTTOmercatoWEB
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Pierpaolo Matrone
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Pierpaolo Matrone
venerdì 18 ottobre 2024, 00:08Serie A

Attilio Tesser si aspettava la rinascita di Giovanni Di Lorenzo, che tra Napoli e Nazionale in questa stagione ha messo a segno ben 4 gol ed è stato tra i migliori italiani del campionato senza dubbio. Il motivo? Lo spiega l'allenatore stesso, intervenuto al microfono di Radio Capri: "Perché non si può dimenticare un calciatore che ha avuto annate incredibili. Si è perso lo scorso anno come si è perso tutto il Napoli. Poi le polemiche e i malesseri incidono sulla testa di tutti, compreso Di Lorenzo. È tornato sé stesso. È tornato il giocatore forte e responsabile che tutti gli allenatori vorrebbero avere. Bene per il Napoli e per la Nazionale italiana”.

Raspadori uno “spreco” nel Napoli?
"Spreco no, perché una squadra che vuole essere competitiva deve avere una rosa all’altezza. Non sono mai sprechi ma potenzialità che un allenatore ha il piacere di avere e di gestire. Il Napoli deve avere questi giocatori. Lui è un giocatore importante e sa di essere in un grande club. Mi sembra un ragazzo sereno. Una sana rivalità porta solo ad alzare l’asticella”.

Cosa le piace di più del Napoli di Conte?
"Da allenatore dico, visto che è un po’ il mio pallino, lo spirito di squadra che hanno. Sono felici di lottare su ogni pallone. Sanno che devono soffrire, sanno che non è facile dominare ogni partita e quindi si sacrificano per l’altro. Si vedono gli abbracci e i sorrisi in campo: quando c’è questo si può migliorare ogni aspetto. Credo che Antonio Conte sia straordinario nella creazione di un gruppo solido e concreto”.

Sullo Scudetto?
“Il dovere di vincerlo non ce l’ha nessuno. Inter, Juve, Napoli e Milan se la lotteranno fino alla fine. Il fattore coppe è un piccolo o grande vantaggio, vedremo. Non è un dovere, è una speranza. Quando è un dovere diventa un peso”.

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