TMW - Barak e l'amicizia con Jankto: "Si è messo tutto alle spalle per ricominciare da zero"
Antonin Barak è uno dei migliori amici nel mondo del calcio di Jakub Jankto, giocatore ceco tra i primi professionisti a fare coming out e dire al mondo di essere omosessuale. Il centrocampista, nella lunga intervista rilasciata in esclusiva a TMW, ha parlato della sua amicizia con l'ex Udinese e del tema dei diritti legato al mondo del pallone: "La sua storia la conosco da mesi. Siamo stati insieme a Udine ed eravamo gli unici due cechi in squadra e abbiamo legato molto. Lui si è aperto con me, mi spiegava le cose, quanto soffriva e tutti i suoi problemi. Poi vedevo anche in Nazionale che un giorno si svegliava contento e un altro impazziva, anche perché doveva prendere gli antidepressivi per superare questa situazione. Non era contento della sua vita. Poi si è aperto e sapeva che questo poteva essere l'unico passo per mettersi tutto alle spalle e cominciare da zero. Queste sono cose che fanno parte della vita, ognuno ha il diritto di vivere come vuole. L'importante è che lui sia contento e che trovi la serenità dentro di lui".
Temi come i diritti della comunità LGBTQ+ come quello del razzismo possono essere trattati in modo diverso dal calcio? Se ne parla da decine d'anni, ma la soluzione sembra distante...
"Non vedo la differenza tra le persone. Se ad uno piace qualcosa, o un'altra, sono scelte personali. Io rispetto tutti, se la gente non vuole impormi la propria versione dei fatti. Ognuno può fare quello che vuole, noi veniamo visti male perché abbiamo opportunità che altri non hanno e ti guardano male. Ma alla fine siamo tutti uguali. Secondo me quando si smetterà di parlare di questi temi, vorrà dire che abbiamo raggiunto la soluzione. A me sembra stupido che qualcuno possa offendere un avversario per la sua pelle o per la sua etnia. Io non penso neanche a queste cose quando scendo in campo. Secondo me le persone che non hanno visto il mondo e non hanno esperienza o non sono state in contatto con altre nazionalità, non capiscono. Tutti siamo uguali e tutti possono fare quello che vogliono, se tu mi rispetti, io ti rispetto e basta".






