TMW RADIO - Sconcerti: "Juve-Roma anonima, Inzaghi voleva pareggiarla e l'ha persa"
All’interno della prima puntata stagionale di “Goal di Notte”, storico format ideato da Michele Plastino stasera condotto da Marco Piccari su TMW Radio in collaborazione con NSL TV e Radio Roma Capitale, è intervenuto il direttore Mario Sconcerti.
Direttore, ci dia il suo titolo di queste prime due giornate di Serie A…
“Il titolo è “incompletezza”. Mi sembra fossero 11 anni senza squadre a punteggio pieno dopo due giornate. Non so darvi una lettura certa, ma fino a questo punto mi sembra di vedere tante squadre incomplete, sia dal punto di vista tecnico che della qualità di gioco.
E includo anche gli allenatori”.
Doppio incrocio tra le romane e Juve/Inter: come l’ha visto?
“Sono state due partite molto diverse. La Lazio ha giocato molto bene e deciso la partita con due colpi di gran classe di Pedro e Luis Alberto. A Torino è stata una partita abbastanza anonima: la Juventus - anche nel momento migliore - ha calciato due volte nello specchio. Non sarei drastico con Mourinho, anche perché la moda di criticare i propri calciatori è propria anche di Allegri. Quando si dice “vergogna”, non ci si può riferire solo ai propri giocatori”.
Lazio-Inter, più meriti biancocelesti o demeriti nerazzurri?
“Quando uno vince ha sempre meriti. L’Inter ha giocato male e la Lazio ha avuto più colpi di qualità, dimostrandone di più anche a livello generale. Venerdì è andata così. La Lazio è stata superiore. Si sono tutti scandalizzati per Gagliardini al posto di Calhanoglu: il primo è comunque un giocatore importante, non un uomo qualunque. Mi pare poi che abbia limitato Milinkovic-Savic, che si è visto su un lancio da metà campo.
Hanno inciso le decisioni di Inzaghi, che sembrava volersi portare a casa il pareggio. Se poi la perdi non puoi lamentarti”.
Che idea si è fatto sulla preparazione e l’approccio al campionato nell’anno della sosta invernale per Qatar 2022?
“Credo che questa parte della preparazione non abbia inciso. Probabilmente si sono preparati più sulla rapidità che sulla resistenza. Avendo poi due mesi, tra Mondiale e preparazione post-Mondiale per ripartire, credo che ora atleticamente sia più semplice. La mentalità dei giocatori che vogliono andare ai Mondiali è tutta da vedere sia in positivo che in negativo, perché siamo davanti a una stagione mai vista”.
Lei usa spesso il termine “imperfezione”, lo utilizza relativamente alla nostra Serie A o esso è un discorso più internazionale esteso ai top club europei?
“Cerco di guardare più calcio che posso. Vedo molto la Premier League e mi rendo conto di un dato generale: non uso “imperfezione”, bensì “incompletezza”. Difficile trovare la perfezione; credo che il nostro calcio sia incompleto perché vecchio. Oggi vediamo una qualità di giocate abbastanza limitata: non ci sono Messi o Cristiano Ronaldo della situazione. Il gioco ha aumentato molto la velocità ed è diminuito il prestigio con cui puoi gestire l’attrezzo chiamato pallone. Il calcio poi è ricerca del risultato: se la Roma avesse vinto e la Lazio avesse perso non sarebbe cambiato il livello di gioco, ma l’entusiasmo sarebbe stato opposto. Tutte le squadre, comprese quelle della lotta salvezza, hanno organizzazione di gioco ma giocano lente. Se alzi la velocità poi perdi organizzazione da noi”.
Miretti: un giovane che si è mosso da esperto. Allegri ci investirà?
“Non mi sembra che Miretti abbia fatto una gran gara. L’ho visto “travolto” dall’importanza della partita; mancava personalità, non qualità. Mi sembra che si sta giudicando più per l’età che la reale qualità. Non è ad ora un punto di forza della Juve e fra uno/due anni potrebbe diventarlo”.






