TMW - Torino, Buongiorno: "Mi sento molto più leader. Ma il capitano resta Rodriguez"
Nel ritiro di Pinzolo, in Val Rendena, Alessandro Buongiorno ha incontrato i giornalisti presenti. Il difensore del Torino ha fatto un primo bilancio e ha svelato obiettivi personali e di squadra in vista della prossima stagione. Queste le sue dichiarazioni raccolte da Tuttomercatoweb.com.
Quali sono le prime impressioni di questo ritiro e quali sono le emozioni nel vedere così tanti tifosi a Pinzolo?
"La presentazione è stata una bella serata con tanti tifosi, siamo rimasti tutti molto contenti. Qui abbiamo ripreso i concetti sviluppati in allenamento e negli scorsi anni, ora dobbiamo soltanto portarli avanti e migliorare ancora. I lavori sono tosti, negli ultimi giorni ha anche piovuto molto ed è tutto faticoso, ma noi siamo qui per questo e per recuperare la forma".
Da ragazzo alle prime armi sei diventato un leader: ti rivedi nei giovani convocati da Juric?
"Tanto… Mi piace dar loro consigli perché ero in quella situazione fino a qualche tempo fa, cerco di aiutarli perché possano crescere ancora. N’Guessan e Dellavalle sono due prospetti importanti: il primo si è allenato con noi durante la scorsa stagione, l’altro ha appena vinto l’Europeo con l’Under 19. Ora sta a loro capire cosa gli chiede il mister e lavorare sodo per migliorare".
Cosa c’è di più in te e nel Toro rispetto all’anno scorso?
"Ho molta più consapevolezza: all’inizio dovevo giocarmi le mie carte, ora mi sento più leader e nel ruolo di poter aiutare i compagni. Mi sento più responsabile sul campo. Anche come squadra abbiamo acquisito consapevolezza nel gioco e in ciò che dobbiamo fare, siamo più uniti".
Ti piacerebbe che lo zoccolo duro italiano andasse avanti?
"Il fatto che il gruppo si consolidi è una delle cose più importanti. Pensiamo poco alle voci di mercato, chi è qua deve allenarsi al massimo. A livello di squadra, è arrivato Bellanova che è italiano e consolida questo gruppo: è molto importante avere un’anima italiana, ma ancor di più che capisca cosa sia il Toro.
Cosa è diventato il Toro per te?
"Il Toro è famiglia: ci sono cresciuto, sono migliorato negli anni e ho trovato compagni fantastici e tifosi incredibili che mi hanno fatto sentire parte del tutto. Sono contento di rappresentare questo per loro. Darò sempre il massimo in campo e cercherò di portare avanti questa cosa fuori dal campo".
Quali sono gli obiettivi personali e di squadra?
“E’ arrivata la chiamata Nazionale, vorrei tanto continuare su questa linea: sarebbe bello essere tra i convocati per le partite di settembre. Come squadra, invece, vogliamo alzare livello tecnico per arrivare più in alto in classifica".
Sarai tu il capitano o Rodriguez?
"Credo la fascia sia di Rodri, ma a me fa super piacere: mi piace essere ben voluto dai tifosi, ma è giusto che il capitano rimanga lui. E’ stato comprensivo e bravo a farmi leggere i nomi a Superga lo scorso 4 maggio, ma credo che il capitano rimanga lui".
Ti trovi meglio a giocare da braccetto o da centrale?
"Con Schuurs mi sono trovato bene sia da braccetto a sinistra o come centrale e lui a destra. E’ un ragazzo fantastico, un giocatore fantastico. Personalmente m esalto meglio da centrale, ma mi piace fare il braccetto per attaccare di più: ho anche fatto assist e incursioni per aiutare in attacco, ma da centrale recupero più palloni giocando fisso sulla punta".
Su cosa devi ancora migliorare?
"In fase offensiva, sicuramente, e nei cross, oltre a segnare di più sui calci piazzati: quest’ultimo aspetto riguarda non solo me, ma tutta la squadra. E poi devo ridurre un po’ i falli, anche se nella seconda parte di stagione sono migliorato da questo punto di vista anche grazie al lavoro fatto con il mister".
E’ davvero l’anno buono per alzare l’asticella e magari parlare d’Europa?
"Lavoriamo e ci alleniamo per far sì che lo sia. Ci fa piacere l’arrivo dei tanti tifosi in ritiro alle amichevoli e alle partite. Siamo una squadra che si conosce abbastanza bene, con due o tre innesti, e lavoreremo tanto. saremo uniti per dare il massimo sul campo".
Ti immagini di diventare una bandiera del Toro?
"Sarebbe una cosa bellissima. Il Toro deve essere un punto di arrivo: bisogna cercare di alzare l’asticella e di migliorare come squadra, singoli e società. Un po’ tutto e tutti"
Che differenza c’è tra giocare a quattro o a tre in difesa?
"Da una parte ti sposti guardando palla, dall’altra è in relazione dell’uomo. Ma se uno ha la mente aperta, non si fa fatica a cambiare modulo"






