Un mercato telenovela: Inter, estate snervante. Sommer vede il lieto fine
L’eccezione è Marcus Thuram. Il paradosso, che il corteggiamento dell’Inter nei confronti dell’attaccante francese sia iniziato addirittura due anni fa. All’atto pratico, però, quello per il figlio di Lillian è stato un autentico blitz: quando era a un passo dal Milan, i nerazzurri si sono infilati e hanno chiuso a tempo i record. Una rondine senza primavera: per il resto, il calciomercato 2023 del Biscione è stato fatto di trattative lunghe e snervanti, colpi di scena veri e presunti, tempi da telenovela.
Da Brozovic a Onana. La madre di tutte le soap opera, in realtà, è stata la negoziazione per il trasferimento di Marcelo Brozovic all'Al Nassr. Un addio che l'Inter aveva deciso a tavolino da mesi - anche rimettendoci qualche soldo: se tutti sanno che vuoi vendere, nessuno si svena - e per concretizzare il quale sono però servite lunghe settimane di discussioni, offerte, controfferte, ritocchi, opere di convincimento. Altrettanto lunga, di conseguenza, la trattativa per Davide Frattesi; altrettanto decisa da tempo, la cessione di André Onana, nel qual caso almeno Marotta, Ausilio e Baccin sono riusciti a massimizzare il ricavato. Non però a fornire subito un sostituto a Simone Inzaghi, che un portiere lo attende da tanto, troppo tempo, e non lo fa neanche pesare nonostante il ritardo complichi il suo lavoro.
Sommer verso il lieto fine. Da telenovela si è rivelata anche la scrittura della trattativa per Yann Sommer. Non proprio il piano A originale dell'Inter, che ha visto Vicario volare in Premier League anche per questione di tempi lunghi e promesse impossibili da fare, ma il nome scelto da un certo in poi per il post Onana. Aspettando di capire chi sarà il secondo, un dettaglio non secondario perché se Trubin, se Audero, se qualcun altro cambia tutto. Quanto allo svizzero, la fumata bianca non è arrivata ma sta per celebrarsi: una contrattazione appesa al fatto che il Bayern Monaco - beato lui - possa sborsare decine di milioni di euro per un vice Neuer di oggi ma titolare domani (più Raya di Mamardashvili, ma c’è da fare grande attenzione anche a Wojciech Szczesny) e allo sconto su una clausola risolutiva non proprio faraonica. Da 6 milioni a 4. La fotografia di un'estate snervante, per Inzaghi e per i tifosi, s'immagina anche per la dirigenza costretta a operare in un contesto già difficile di suo, quello di una Serie A sempre meno ricca, e ancora più complicato dalle contingenze che rendono l'Inter, da due/tre anni a questa parte, una sorta di miracolo tenuto in piedi da buone idee, ottimi rapporti e qualche fico secco per celebrare le nozze.






