Vlahovic si prende la scena anche a parole: personalità da vendere e grande uomo-squadra
Quello di ieri è stato il VlahovicDay alla Juventus, oggi invece (dopo il primo allenamento svolto nel pomeriggio di ieri) è il ZakariaDay. Il club bianconero presenta i suoi due nuovi acquisti (il terzo, Federico Gatti, è rimasto in prestito al Frosinone) con i quali ha alzato l’asticella in vita dei prossimi impegni fra campionato, Coppa Italia e Champions League. E soprattutto l’arrivo di Dusan Vlahovic cambia i paradigmi della seconda parte di stagione. L’attaccante serbo è stato ieri protagonista di una conferenza stampa ricca di spunti che ha reso a chi ha ascoltato una sensazione riassumibile in una parola: personalità.
Consapevole ma coi piedi per terra. E l’eredità di Cristiano Ronaldo non spaventa.
Il classe 2000 ha aperto e chiuso il proprio momento davanti ai microfoni con dei ringraziamenti: prima a tutto l’ambiente fiorentino (management, allenatori, compagni di squadra e tifosi) poi alla famiglia, all’agente, a un ex allenatore al Partizan Belgrado e all’accoglienza ricevuta dai tifosi della Juventus. Che non vedevano l’ora di poter trovare un nuovo attaccante a cui affidare le proprie speranze. E Vlahovic ha dimostrato nella sala stampa dell’Allianz Stadium di non avere problemi a reggere il peso delle pressioni sulle proprie spalle: “Sono alla Juve e non ci sono più scuse, la Juve non aspetta nessuno e devo farmi trovare pronto subito. Qui conta vincere, sono arrivato qui per aiutare i compagni, mettermi a disposizione del mister per arrivare ai nostri obiettivi. La maglia numero 7? Sinceramente non rappresenta niente per me, tutti i numeri nella Juve sono importantissimi. L’ho scelto perché era la più vicina alla 9". Personalità palpabile, non solo a parole. L’idolo di sempre Ibrahimovic nella testa, ma la consapevolezza di voler spiccare il volo e far parlare di sé: “Il mio modello? Ce n’è uno ma penso che sia il momento ora di avere il mio percorso, fare di tutto per diventare un grande giocatore”.
Il gruppo prima del singolo: Vlahovic si presenta da uomo-squadra.
“Il primo obiettivo è ambientarmi velocemente negli schemi, conoscere i compagni, soprattutto creare un rapporto di amicizia. Userei una parola un po' più pesante, un rapporto familiare. Anche con tutto lo staff, la dirigenza, tutti quelli che lavorano alla Juve. Questo è un passo fondamentale per lo spogliatoio per arrivare ai traguardi importanti”, il Vlahovic uomo-squadra si è presentato con queste parole. Il gruppo prima del singolo perché “Voglio che la Juve vinca e io farlo con lei”, la creazione di un’alchimia fra tutte le componenti è basilare e non ci sono dubbi che queste parole abbiano fatto piacere a Max Allegri e a tutta la squadra. Non una primadonna, ma uno pronto ad andare in battaglia per e con i compagni. E ha aggiunto ancora: “Penso che non esista nessun giocatore al mondo capace di risolvere le partite da solo, è la squadra che vince e che perde. Solo tutti insieme si può uscire da una situazione complicata o trionfare”. Un vero e proprio uomo-squadra, che già da domenica si prenderà il posto da titolare nell’attacco bianconero per poi non lasciarlo più.






