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tmw / serie b / Le interviste di TB
ESCLUSIVA TB - Entella, Dezi: "Chiavari occasione importante. Hamsik il modello, tornare in A il sogno nel cassetto. Quando il Ct Prandelli mi convocò..."TUTTOmercatoWEB.com
Dezi
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 23 maggio 2020 09:00Le interviste di TB
di Marco Lombardi
per Tuttob.com

ESCLUSIVA TB - Entella, Dezi: "Chiavari occasione importante. Hamsik il modello, tornare in A il sogno...

Ai microfoni di TuttoB.com è intervenuto Jacopo Dezi, centrocampista della Virtus Entella.

La Serie B torna in rampa di lancio, giusto ripartire?

“Non so dire se sia giusto o no, però la voglia di tornare in campo è tanta. Certo, dovremo prendere tutte le dovute precauzioni…”.

Ripercorriamo le tappe della tua carriera: dopo la Primavera con la maglia del Napoli, la prima esperienza tra i ‘grandi’ è stata a Crotone, con mister Drago in panchina.  

“Il primo anno in B, le prime convocazioni in Under 21… Uno dei periodi più belli della mia carriera. Drago mi ha dato subito fiducia. Gli devo molto. Quel Crotone esprimeva un grande calcio, tanto da riuscire a mettere in difficoltà anche le big, compreso l’Empoli di Sarri. La qualificazione ai playoff fu il giusto riconoscimento per il lavoro svolto”.

Tra le fila rossoblù brillava la stella di un imberbe Federico Bernardeschi, il ‘Brunelleschi’…

“Quel Crotone era imbottito di giovani di belle speranze, molti dei quali provenienti dal serbatoio Primavera di squadre importanti: Bernardeschi, ma anche Cataldi… Giocatori dalle grandi qualità”.

Dopo il biennio di Crotone, altre due tappe importanti: Bari e Perugia.

“In Puglia ho trascorso sei mesi che mi sono sembrati sei anni. Bari è una città fantastica, che vive di calcio. Mister Camplone mi ha subito fatto sentire parte integrante di un gruppo composto da giocatori fortissimi. Sfiorammo la Serie A ai playoff. A Perugia, invece, ho vissuto la mia stagione migliore, sul piano del rendimento. Realizzai 7 gol e fui inserito nella Top 11 dei centrocampisti di quell’anno. Raggiungemmo i playoff, ma la nostra corsa si arrestò in semifinale”.

Quindi il Parma.

“Ero arrivato a un punto della carriera in cui, dopo anni a girare in prestito, cercavo stabilità. Si presentò il Parma. Il direttore Faggiano e mister D’Aversa puntavano su di me, così il club ducale rilevò il mio cartellino dal Napoli. Vincemmo il campionato di B. Per me era la prima volta. Poi in Serie A persi i primi sei mesi per un brutto infortunio. A gennaio decisi comunque di restare per giocarmi le mie carte anche nel massimo campionato. Ma avevo bisogno di altro tempo per rimettermi in sesto. Riuscii a esordire solo all’ultima giornata, all’Olimpico, contro la Roma. Era il giorno dell’addio di De Rossi”.     

A Empoli, invece, cosa non ha funzionato?

“C’erano tante pressioni… La squadra era appena retrocessa dalla A e la società puntava all’immediata risalita. In più Empoli è una piazza abituata al bel gioco. Serviva tempo per ingranare, ma nel calcio nessuno ti aspetta. E quando non arrivano i risultati la via più facile è quella di cambiare l’allenatore. Poi a gennaio la rosa è stata rivoluzionata e ho fatto le valigie”.

Ed è arrivata l’Entella.

“Chiavari rappresenta un’occasione importante per la mia carriera. Qui ho trovato un gruppo affiatato. I miei compagni mi hanno accolto benissimo. L’Entella è una grande famiglia. Una società organizzatissima, con uno staff di prim’ordine”.     

Voltiamo pagina. Più gratificante la convocazione per lo stage con la Nazionale maggiore oppure l’oro alle Universiadi in Corea del Sud?

“Sono due gioie diverse. Ricordo bene la felicità per la convocazione da parte dell’allora Ct Cesare Prandelli. Ero di ritorno dagli impegni con l'Under 21 e ricevetti un messaggio. Non stavo nella pelle. Mentre la chiamata per le Universiadi arrivò in un momento particolare. Avevo appena appreso di essere stato scartato dal gruppo che avrebbe partecipato alla spedizione azzurra per l’Europeo Under 21. Ero un po’ giù di corda. Poi però arrivò una bellissima vittoria in finale contro i sudcoreani. Una delle esperienze più belle”. 

Un giocatore a cui ti ispiri?

“A Napoli ho avuto la fortuna di allenarmi con Marek Hamsik. Nel ruolo di mezzala è uno dei migliori. Lo ammiro tantissimo”.

Il sogno nel cassetto?

“Giocare ancora in Serie A, categoria che ho assaporato ai tempi del Parma”.

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