Ascoli, Patti: "Il rischio è vivere di quanto fatto. Dobbiamo avere la stessa fame"
Secondi in classifica, a sole quattro lunghezze dall'Arezzo capolista. L'Ascoli vive uno dei momenti più esaltanti della sua stagione e il direttore sportivo Matteo Patti ne ha parlato a tutto campo ai microfoni di TuttoC.com.
Il tema centrale è la filosofia di costruzione della rosa, basata fin dall'estate su una precisa scelta identitaria: "La nostra idea è stata chiara fin dall'inizio: creare un patrimonio per l'Ascoli. Avere una rosa con un'età media bassa permette di costruire valore nel tempo. Abbiamo gettato le basi per un futuro importante del club, poi vedremo se i risultati arriveranno già quest'anno o più avanti".
Una scommessa che sta pagando, anche se non è mancata qualche difficoltà iniziale: "All'inizio non è stato semplice perché la rosa si è completata solo negli ultimi giorni di mercato. C'è stato bisogno di tempo per conoscersi e trovare i giusti equilibri. Il nostro percorso di crescita è ancora in corso."
Fondamentale, in questo percorso, la scelta di puntare su Tomei in panchina: "Anche quando i risultati non arrivavano si vedeva una proposta chiara, un'identità. Questo tipo di filosofia rispecchia molto anche il mio modo di vedere il calcio".
Tra i protagonisti della stagione spicca D'Uffizi, già in doppia cifra: "Simone sta facendo un percorso di crescita molto importante. Quest'anno ha fatto uno step significativo, ma la vera difficoltà sarà mantenere questi livelli nel tempo. Se vuole diventare un giocatore di alto profilo deve continuare a lavorare per restare su questi standard".
Ora però i bianconeri sono attesi da due crocevia fondamentali, contro Gubbio prima e Arezzo poi: "Il Gubbio viene da risultati importanti, ha vinto due derby e sarà una gara difficile. Dovremo affrontarla con grande attenzione. Poi penseremo alla sfida con l'Arezzo".
Il rischio più grande, però, è quello della testa. E Patti lo sa bene: "Il rischio è quello di vivere di quanto fatto finora. Abbiamo vissuto una settimana splendida, ma non possiamo adagiarci. Dobbiamo continuare a lavorare con la stessa mentalità e la stessa fame, come se nulla fosse successo."
Un avvertimento chiaro, lanciato da chi ha costruito questo Ascoli mattone dopo mattone. E che adesso vuole raccoglierne i frutti fino in fondo.
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