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Modena, Belotti: "Il nome e la carriera non bastano, bisogna dimostrare ogni giorno"

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Daniel Uccellieri
Oggi alle 21:49Serie B
autore Daniel Uccellieri
24.10.2026 21:49Serie B
Belotti racconta la doppietta nel derby vinto 3-0 dal Modena: "Il nome e la carriera non bastano, bisogna dimostrare ogni giorno".
www.imagephotoagency.it
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Andrea Belotti è stato il protagonista del successo per 3-0 del Modena contro il Cesena, firmando una doppietta nel derby. L'attaccante ha parlato con la stampa al termine della gara, queste le sue parole raccolte da parlandodisport.it Che effetto le fa essere già entrato nel cuore dei tifosi del Modena? "Mi fa molto piacere ed è uno stimolo per dare sempre di più. Dobbiamo tanto alla gente che viene allo stadio a sostenerci e ogni volta che scendiamo in campo dobbiamo dare tutto. Sono contento dei gol, ma il merito è anche dei miei compagni, che mi mettono nelle condizioni di segnare". Quanto conta il lavoro sul colpo di testa, una delle sue specialità? "Contano il posizionamento, la capacità di leggere la traiettoria e soprattutto il tempismo. È un aspetto sul quale ho lavorato tanto durante la mia carriera e sul quale voglio continuare a migliorare". A chi dedica la doppietta contro il Cesena? "A mia moglie, che oggi compie gli anni, e alla mia famiglia. Sono la mia forza, soprattutto nei momenti difficili, e mi trasmettono ogni giorno la serenità necessaria per rendere al meglio". Sente una responsabilità particolare nei confronti dei compagni più giovani? "A Modena sento una grande responsabilità, anche nei confronti dei compagni più giovani. So che mi osservano e per questo voglio essere un esempio attraverso il lavoro, il sacrificio e l'atteggiamento quotidiano. Il nome e la carriera non bastano: bisogna dimostrare il proprio valore ogni giorno". Le è rimasto il rammarico per l'occasione della possibile tripletta? "Sì, soprattutto perché sarebbe stato il coronamento di una bellissima azione. Ho visto il portiere uscire e ho provato lo scavetto: la palla è uscita di poco, ma rifarei la stessa scelta". Dopo il primo gol la squadra ha rischiato di abbassare il ritmo. È un aspetto da migliorare? "Sì, dopo il primo gol abbiamo avuto una decina di minuti in cui abbiamo abbassato il ritmo e questo non deve succedere, nemmeno in superiorità numerica. Nel calcio basta un episodio per riaprire una partita. Dobbiamo mantenere sempre alta la concentrazione e continuare a spingere". Come valuta Ambrosino e Montevago, suoi compagni di reparto? "Ambrosino è un attaccante moderno, con grandi qualità e importanti margini di crescita. Giocando insieme può avere maggiore libertà di movimento, ma ha dimostrato di poter fare bene anche da prima punta. Montevago è un ragazzo che apprezzo tantissimo per l'atteggiamento e la voglia di lavorare. Anche quando gioca meno si impegna sempre al massimo e sono convinto che raccoglierà i frutti dei suoi sacrifici". Quanto è stata importante la vittoria nel derby dopo la sconfitta contro la Carrarese? "La sconfitta di Carrara ci aveva lasciato grande amarezza perché non eravamo stati noi stessi: ci erano mancate fame e cattiveria. Ne abbiamo parlato con il mister e tra di noi, facendo un esame di coscienza. Oggi volevamo riscattarci, soprattutto in un derby davanti ai nostri tifosi, e credo che la squadra abbia interpretato bene la partita". Il suo impatto con il Modena è stato subito positivo. Qual è il segreto? "Personalmente cerco sempre di rimanere concentrato, anche quando arrivano pochi palloni, perché un attaccante deve essere pronto a sfruttare l'occasione giusta. L'impatto positivo con Modena è frutto del lavoro quotidiano. Bisogna porsi continuamente nuovi obiettivi, sacrificarsi e cercare di migliorare". La Nazionale resta un obiettivo? "Indossare la maglia azzurra è qualcosa di magico e rappresenta un grande orgoglio, ma oggi penso soltanto al Modena". Scendere di categoria ha cambiato il suo approccio al calcio? "No, lavoro e sacrificio restano gli stessi, indipendentemente dal campionato in cui giochi".

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