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"Amare è così breve, e dimenticare così lungo". Inzaghi torna a Pisa: i retroscena di quell'addio

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Claudia Marrone
Oggi alle 07:56Serie B
autore Claudia Marrone
28.10.2026 07:56Serie B
In occasione della 9ª giornata del campionato di Serie B, il tecnico del Palermo ritroverà la sua ex squadra, portata in Serie A
Federico Serra
Federico Serra
"Ho chiesto solo quale fosse la prima giornata, il resto l'ho guardato un po' così, ho visto solo quando sarei tornato a Pisa che per me rimane un posto speciale, mi fa piacere tornare in quella città, sarà bello ritrovare i giocatori e un popolo che mi hanno dato tanto": era il 22 agosto, i calendari del campionato di Serie B erano stati appena compilati in quel di Ascoli, e il tecnico del Palermo Filippo Inzaghi parlava così. Sì, perché dopo un anno avrebbe ritrovato quella squadra di cui aveva fatto la storia, avrebbe rivissuto - anche se solo emotivamente - la gioia e le lacrime di felicità di un popolo che ritrovava la Serie A dopo 34 anni, grazie a quel leader passionale che ha riunito città e squadra.

Il momento è adesso arrivato: stasera il big match.

Chissà se Inzaghi voleva davvero che quel momento carico di nostalgia arrivasse: "Amare è così breve, e dimenticare così lungo", scriveva Pablo Neruda. Ed effettivamente è vero, certi attimi non si possono dimenticare, e tornare sul prato della Cetilar Arena non sarà un momento qualunque. Certo, le emozioni dovranno poi esser messe da parte, Pisa-Palermo della 9ª giornata di Serie B è il big match del turno, ma il pre sarà da vivere: anche per capire come il pubblico pisano reagirà nel rivedere quel condottiero, non un tecnico qualunque.

Il retroscena di un addio.

Quando si ama troppo, il dolore è doppio, e Pisa ha ancora una ferita aperta per quell'addio che si è consumato il 13 giugno 2025: Inzaghi risolse il proprio contratto con il club nerazzurro, sposando quattro giorni dopo il progetto del Palermo. Fu accusato di andare in Sicilia per soldi - ed effettivamente il contratto del trainer è decisamente lauto - ma quel che in realtà spinse Inzaghi a non tentare la A con i toscani fu il progetto tecnico propostogli: specialista di promozioni dalla Serie B, non ha ancora brillato in massima serie per quel che riguarda le panchine, e una squadra infarcita di inesperti o stranieri che mai erano stati in un torneo italiano - una squadra insomma non concordata con lui - era sembrato un azzardo per il proprio futuro. Ecco dunque la scelta dell'addio, che, alla luce dei fatti, gli ha dato ragione: l'avventura in Serie A del Pisa è durata solo un anno (disastrato oltre ogni possibile immaginazione).

Occasione persa per il Pisa?

Difficile dirlo, con i se e i ma non si fa il calcio. E non è detto che, assecondando le richieste di Inzaghi, il torneo di Serie A sarebbe andato diversamente: essendo però un allenatore con ottime capacità umane di gestire il gruppo, un tecnico empatico, forse qualcosa in più si sarebbe visto. Insomma, è giusto fare la guerra con i soldati scelti. Quelli del Palermo li ha voluti.

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