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Palermo, Inzaghi: "Torno a Pisa da avversario, ma non da nemico"

autore
Luca Bargellini
Oggi alle 17:48Serie B
autore Luca Bargellini
27.10.2026 17:48Serie B
L'allenatore rosanero racconta le emozioni alla viglia della prima sfida da ex a Pisa
Federico Serra
Federico Serra
Prima da avversario contro il Pisa per Filippo Inzaghi. Domani all'Arena Garibaldi, casa del club nerazzurro, non sarà una gara come le altre per il tecnico del Palermo, primo nella graduatoria in Serie B. Lo si capisce dalle parole rilasciate dall'allenatore piacentino nel corso della consueta conferenza stampa della vigilia: “È una partita che vale tre punti. In Serie B sono tutte complicate. Il Pisa è molto forte, ma anche noi - dice l’allenatore del Palermo, che definisce l’incrocio (fonte StadioNews) - un ulteriore banco di prova”. Il ritorno all’Arena Garibaldi, da avversario, ha un sapore particolare. “Torno da avversario, mai nemico. A Pisa abbiamo fatto qualcosa di straordinario, col tempo si è capita la mia scelta”, spiega. Porta nel cuore la città, i tifosi e quei giocatori “che sanno la verità”. Con la gente avrebbe potuto parlare chiaro, ma ha preferito evitare polemiche: “Il tempo è galantuomo”. Sarà stupendo, aggiunge, tornare dove ha ricevuto “un amore incredibile”, anche se per 90 minuti ci si ritroverà dall’altra parte. Sulla formazione nessuna decisione definitiva. “Qualche giocatore è molto stanco, la gara con la Carrarese è stata molto dispendiosa”, ammette Inzaghi, che cambierà “cinque/sei giocatori” senza però toccare la qualità della squadra. Tra gli assenti c’è Palumbo, che “sente ancora fastidio” e sarà recuperato con calma. Cambiare sistema adesso, però, “sarebbe da folli”: durante la partita si potranno adottare vari moduli, ma si partirà dalle certezze. Il Pisa merita rispetto. “Ha preso giovani forti, l’allenatore è una garanzia per la categoria”, dice l’allenatore, che si aspetta uno stadio pieno e tanti tifosi rosanero. Servirà “il miglior Palermo”, da giocare “a testa alta, qualsiasi sia il risultato”. Infine uno sguardo al campionato. “Non mi accontento mai, ma dobbiamo migliorare. Quanto fatto finora conta poco, è ancora presto”. Il Venezia, ricorda, un anno fa a questo punto era ottavo, e le retrocesse saranno protagoniste: “Noi dobbiamo pedalare”.

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