Cesena, Diamanti: "Contro il Sudtirol serviranno concentrazione e attenzione. Schirone ancora out"
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Luca Bargellini
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Oggi alle 18:04Serie B
autore Luca Bargellini
30.10.2026 18:04Serie B
Il tecnico bianconero presenta la sfida di Bolzano: "Dovremo limitare il loro palleggio. Pasini ci darà una grande mano". Su Galvagno: "Ha qualità".
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Il Cesena vuole dare continuità al successo conquistato martedì, ma la trasferta sul campo del Sudtirol rappresenta un banco di prova tutt'altro che semplice. Alla vigilia della sfida valida per la decima giornata di Serie B, Alessandro Diamanti ha presentato la gara in conferenza stampa.
La vittoria di martedì può aver restituito serenità al gruppo?
"È stata una vittoria importante, che abbiamo voluto con i denti e nella quale abbiamo continuato a credere. Non abbiamo espresso una prestazione di gioco all'altezza delle nostre possibilità, ma era fondamentale conquistare i tre punti. Non ero particolarmente preoccupato per il fatto di non riuscire a vincere in casa, anche se questo successo si è fatto attendere. Il mio compito è mantenere lucidità ed equilibrio, analizzando ogni partita per quello che è, perché tutte le gare sono diverse".
Che partita si aspetta contro il Südtirol? Quali saranno le chiavi per affrontarlo?
"In Serie B non credo esistano partite facili. Il Südtirol è una squadra strutturata, con un allenatore a cui piace giocare a calcio. Dovremo prestare molta attenzione. Le parole che ho ripetuto maggiormente negli ultimi giorni sono concentrazione e attenzione, soprattutto quando si affrontano tre partite in una settimana. Bisogna recuperare il prima possibile le energie fisiche e mentali. I ragazzi hanno fatto tutto il possibile per prepararsi e arrivare nelle migliori condizioni a una partita per noi molto importante".
Quanto potrà incidere l'inserimento di Alberto Pasini (nuovo preparatore atletico del club bianconero) nel tuo staff?
"Abbiamo voluto fortemente Alberto, personalmente l'ho cercato con grande convinzione. Me ne avevano parlato alcuni preparatori molto importanti e ho deciso di approfondire la conoscenza attraverso una chiacchierata. Mi hanno colpito la sua energia, il suo entusiasmo, le idee, la metodologia e le esperienze maturate sul campo, anche nell'ambito della performance. Si è calato immediatamente nella nuova realtà e sono convinto che ci darà una grandissima mano, sia sotto l'aspetto fisico sia nella strutturazione metodologica degli allenamenti. È una figura che, a mio avviso, mancava e sono molto felice del suo arrivo".
Qual è la situazione degli infortunati? Pagano è recuperato e può essere a disposizione?
"Al momento abbiamo soltanto Schirone ancora indisponibile per la pubalgia. Per il resto stanno tutti bene, anche se qualcuno ha inevitabilmente accusato maggiormente la fatica della partita di martedì. Abbiamo ancora 24 ore per valutare le condizioni di tutti. Quando prepariamo la partita, studiamo ciò che dobbiamo fare noi e ciò che dobbiamo aspettarci dall'avversario: ognuno deve sapere esattamente cosa fare. Come ho già ribadito dopo Modena, non esistono gerarchie o posizioni garantite. Tutti devono meritarsi quotidianamente il posto, sia in campo sia in panchina".
Il Sudtirol in casa non ha ancora perso e concede pochissimo. Come pensa di poterlo mettere in difficoltà?
"È una squadra forte, che esprime un grande calcio. Dovremo essere bravi a limitarne il palleggio e le soluzioni che cerca di sviluppare attraverso il possesso. Sarà soprattutto una partita mentale, nella quale serviranno lucidità, attenzione e capacità di rimanere dentro la gara. Come ripeto spesso, lo spirito farà sempre la differenza: bisogna avere il coltello fra i denti, la voglia di continuare a lottare e di fare legna. Questo è un atteggiamento per noi imprescindibile e non negoziabile. Le strategie tattiche ci sono, ma i giocatori hanno tutti gli strumenti per affrontare ogni volta la battaglia".
L'arrivo di Pasini può essere anche una risposta a qualcosa che non ha funzionato nella preparazione atletica precedente?
"Non saprei dare una risposta precisa. Abbiamo parlato molto dell'aspetto mentale, mentre su quello fisico lavoriamo tanto, con allenamenti metodologicamente intensi. Sarà il tempo a dirci se con Alberto riusciremo a fare qualcosa in più. I dati a disposizione erano corretti, quindi sinceramente non so individuare una spiegazione. Di una cosa sono certo: non sono mai completamente soddisfatto. È l'unico modo per cercare di alzare continuamente il livello, portando giocatori e staff a migliorarsi".
Nelle ultime partite ha modificato più volte gli interpreti della prima pressione. Ha già in mente qualcosa per la trasferta di Bolzano?
"Dobbiamo innanzitutto capire chi sarà riuscito a recuperare al cento per cento, perché domani servirà essere nelle migliori condizioni. Non ci sono scuse: abbiamo giocato tre partite, ma questo vale per tutti. Cercheremo di confrontarci con i giocatori, capire come stanno fisicamente e dare fiducia a chi sarà nelle condizioni migliori. Il lavoro a centrocampo e quello sulla pressione offensiva sono comunque molto simili: ci lavoriamo continuamente e sono meccanismi che tutti devono conoscere. Credo che in questo aspetto possiamo ancora migliorare tanto".
Shpendi è già in diffida. Come spiega il numero di ammonizioni accumulate da un attaccante che spesso è chiamato a subire i contrasti?
"Non lo considero un paradosso. Ho giocato da numero dieci per tutta la carriera e sono stato probabilmente uno dei giocatori più picchiati d'Europa, ma ero anche tra quelli che commettevano più falli. A Cristian era stata attribuita un'etichetta, quella di attaccante particolarmente portato al gol, ma inizialmente, quando c'era da lottare, non era sempre completamente dentro la partita. Il miglioramento più grande che vedo oggi è che non molla un pallone: lotta su ogni situazione e lavora per la squadra. Glielo avevo detto fin dall'inizio: se avesse cominciato a lavorare anche sugli aspetti che gli mancavano, sarebbe diventato un giocatore forte. Le quattro ammonizioni possono capitare. Se dovesse arrivare la quinta, giocherà qualcun altro, che dovrà essere pronto a garantire lo stesso rendimento. Galvagno scalpita e io voglio utilizzare tutti i miei giocatori. Cristian è importante, ma non posso chiedergli di non mettere il piede o di non fare un fallo: il piede bisogna sempre metterlo".
Come sta Galvagno e quanto potrà essere importante nel prossimo futuro?
"Assolutamente sì, potrà ritagliarsi spazio. È normale che, dopo essere rimasto fermo tre mesi, abbia bisogno di adattarsi all'intervento subito. Giocare in Primavera è una cosa, confrontarsi con gli uomini è un'altra. Lui, però, è arrivato con grande determinazione e non si tira indietro nei contrasti. Stiamo lavorando per migliorarlo sia quando si allena con il gruppo sia attraverso sedute supplementari, concentrandoci sugli aspetti sui quali può crescere. È un grande lavoratore, un ragazzo perbene e nelle due settimane trascorse insieme alla squadra ci ha già mostrato di avere tante qualità".
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