Benevento, Caserta è stato il meno peggio. L’azzardo Cannavaro non ha pagato
In estate sembrava sul piede d’addio, complice la situazione societaria con il presidente Vigorito pronto a fare le valigie, poi è rimasto e alla fine dei conti è stato il tecnico che ha fatto peggio solo di Agostinelli dei quattro che si sono alternati sulla panchina del Benevento in questa disgraziata stagione. Parliamo di Fabio Caserta che nelle sei gare in cui ha guidato la squadra a inizio stagione ha ottenuto una media appena superiore al punto a partita (1,17). Poi le sconfitte contro Cagliari e Brescia hanno sancito il suo esonero con la società che a quel punto ha deciso per l’azzardo.
Una scommessa con un nome e cognome pesante come quello di Fabio Cannavaro, capitano dell’Italia che vinse il mondiale nel 2006, alla sua prima esperienza in Italia dopo aver allenato a lungo in Cina anche con buoni risultati. L’ex difensore non ha però saputo sfruttare l’occasione e risollevare le sorti del club, con la situazione precipitata dopo la sconfitta contro il Como a fine ottobre, quando Cannavaro presentò le dimissioni che però non vennero accettate, poi rientrata e infine esplosa a inizio febbraio con l’esonero del tecnico e del direttore sportivo Foggia.
Il terzo tecnico è stato quel Roberto Stellone, reduce da alcune avventura non esaltanti con Ascoli e Arezzo, ma che si era rilanciato nel finale dello scorso anno alla guida della Reggina. Anche lui però non è riuscito nell’impresa di rivitalizzare una squadra ormai rassegnata dando le dimissioni dopo appena nove gare e lasciando il posto a un Andrea Agostinelli tornato in Italia dopo dieci anni fra Albania, Congo e Malta, che però in poche giornate non ha potuto fare miracoli.






