Benevento, cercasi equilibrio: in C con ambizione, ma puntando anche sui giovani
Una retrocessione che fa male, per certi versi inaspettata. Facile parlare col senno del poi e puntare il dito contro una proprietà che ha investito milioni di euro, ma alzi la mano chi - ad agosto - avrebbe pronosticato un Benevento all'ultimo posto e in serie C addirittura con 90 minuti d'anticipo. E' stata un'annata disastrosa, su questo non c'è ombra di dubbio. Quattro allenatori diversi in panchina, direttore sportivo esonerato. D'altronde il numero uno del club sannita Oreste Vigorito, da persona obiettiva, si è assunto tutte le responsabilità esprimendo, allo stesso tempo, legittimo malumore per una serie di situazioni che, in parte, hanno inciso. Anzitutto il distacco della piazza. Guai a prendersela con i tifosi, ci mancherebbe, anzi lo zoccolo duro va ringraziato, applaudito ed esonerato da ogni tipo di discorso critico. Ma se la base è di 8000 abbonati ma non si superano mai le 4500 unità tra le mura amiche è evidente che una riflessione vada fatta. Perchè il pubblico, specialmente nei momenti decisivi e nelle piazze del Sud, è componente che può fare la differenza. Invece il Benevento, al netto di iniziative promozionali e appelli reiterati, ha spesso giocato in uno stadio deserto, freddo, tutt'altro che trascinante.
La sottovalutazione del pericolo da parte dell'ambiente è un altro dei problemi di questa stagione, in tanti erano convinti che alla lunga le indiscutibili potenzialità della rosa potessero emergere. E invece non è stato così, al punto che i "bomber" della squadra sono i centrocampisti e hanno segnato la miseria di 4 reti. Ad ogni modo la domanda più frequente è sempre la stessa: che succederà ora? Vigorito è stato vago, ma le parole dette a caldo nel momento di amarezza vanno comunque contestualizzate. Certo è che sarebbe ingeneroso e presuntuoso se si pretendesse da subito uno squadrone allestito senza badare a spese dimenticando che in Lega Pro gli introiti sono irrisori e che ci sono oltre dieci calciatori da piazzare altrove e che guadagnano stipendi quasi da serie A. Puntare sui giovani affamati e non sul cosiddetto nome può essere strategia vincente, sotto questo aspetto il Benevento ha le spalle larghe avendo un settore giovanile che ha prodotto risultati eccellenti in tutte le categorie. Carfora è l'emblema dell'ottimo lavoro svolto in questi anni dalla società, pronta a convocare per il ritiro estivo i talenti più interessanti. Alcuni dei quali già richiesti dalle big della massima serie. Sarà, dunque, un Benevento ambizioso, ma oculato. D'altronde l'equazione "massima spesa, massima resa" non è scienza esatta, soprattutto nel calcio. Viceversa il Benevento non sarebbe mai retrocesso in Lega Pro.






