Benevento, solidità e concretezza per sognare i playoff e un 2023 da protagonisti
La vittoria sul campo della Spal, il pareggio in rimonta per 2-2 a Reggio Calabria, l'1-0 di Parma a cospetto di un avversario blasonato e di qualità, l'1-0 ai danni del Cittadella che ha consentito di sfatare il tabù casalingo. Nel mezzo il ko col Palermo che, tuttavia, non cancella questo scorcio di stagione assolutamente positivo per il Benevento. Considerando che anche il tecnico Fabio Cannavaro ha dovuto convivere con l'emergenza infortuni, si può dire che i giallorossi abbiano dato un calcio alla crisi ricandidandosi prepotentemente per un posto tra le grandi. Certo, fa bene lo staff tecnico a predicare prudenza, ma la rosa al completo e la forza della società lasciano ben sperare per il proseguo della stagione soprattutto perchè altre dirette concorrenti non sembrano attrezzate come i campani. A Modena, nell'ultima gara in campo esterno dell'anno, altro esame di maturità per un Benevento forse meno bello e propositivo del passato, ma anche tremendamente concreto, cinico, organizzato difensivamente e pronto a colpire al momento giusto. Doti che fanno la differenza quando in ballo c'è un traguardo importante. Cannavaro ha lavorato soprattutto sull'aspetto mentale, pungolando i propri giocatori e insistendo su concetti basilari quali spirito di sacrificio, attaccamento alla maglia e cattiveria agonistica. La giusta dose di umiltà e consapevolezza, senza scadere nella leziosità ma con la voglia matta di riconquistare la gente con gli atteggiamenti prima ancora che con i risultati.
In attesa di capire se a gennaio ci sarà qualche movimento in entrata (e il presidente Vigorito è uno di quelli che non si tira mai indietro per amore della sua squadra), la dirigenza si gode la crescita di tutti i calciatori e la mentalità vincente di atleti che possono essere da esempio per tutti. Manfredini è l'esempio lampante. Dodicesimo da mesi, il portiere giallorosso ha sostituito egregiamente un mostro sacro come Paleari disputando un sontuoso secondo tempo contro il Cittadella. Tre interventi decisivi con cui ha contribuito alla conquista di un successo che, in casa, mancava da troppo tempo. Un segnale per tutti quei giocatori che, al momento, vengono presi meno in considerazione, ma che - alla lunga - daranno un grosso contributo alla causa. Quel contributo che ora deve arrivare dalla piazza. Domenica scorsa metà degli abbonati è rimasta a casa e ci sono stati appena 280 paganti. Numeri obiettivamente deludenti e che giustificano il malcontento del patron. Nessuna squadra può prescindere dall'apporto del dodicesimo uomo e ogni singolo tifoso può incidere sui risultati: la palla passa al popolo sannita, affinché il Vigorito possa tornare ad essere un fortino inespugnabile come accadeva nei primi anni della serie B.






