Benevento, Vigorito: "Coda ci aveva dato l'ok. Poi l'arrivo di Gila ha cambiato le cose"
“Molti hanno abbandonato la nave, ma chi è andato via non ha mai spiegato perché. Lapadula, Barba, Forte averli persi ci ha penalizzati. Qualcosa s’era rotto, ma non con me”. Così il presidente del Benevento Oreste Vigorito si sofferma anche sul mercato passato tra addii dolorosi e e possibili ritorno: “Se uno vuole cambiare aria, cosa puoi fare? Lapadula ha chiesto di essere ceduto quando era capocannoniere. Ho parlato con lui e i procuratori e non sono riuscito a capire il perché del divorzio. Impossibile trattenerlo, benché l’avessi pagato 4 milioni di euro, altro mistero doloroso. La cosa triste è che vanno via senza salutare.
- continua Vigorito parlando di Coda - Al nostro ds aveva dato la disponibilità al trasferimento, ma era un’operazione da 8 milioni di euro. Mi sono chiesto se ne valesse la pena. Poi il presidente del Genoa, Zangrillo, non ha voluto darci più il calciatore perché con l’arrivo di Gilardino Coda è tornato in campo e ha fatto gol, ma io non amo i cavalli di ritorno. Siamo passati dalla schiavitù dei calciatori a quella dei presidenti, prigionieri di calciatori e procuratori. Non esistono contratti a seconda delle categorie con automatismi e parametri prestabiliti per salvaguardare il conto economico dei club. Se retrocedi in B scende di categoria solo la società. I calciatori continuano a guadagnare stipendi da A, benché i club non incassino più le stesse risorse”






