Inzaghi: "Per centrare la A non basta chiamarsi Palermo. Ma abbiamo un'ottima base"
"Sono uno che vuole sempre vincere. I 72 punti dello scorso anno, abbinati con la cresciuta avuta dal gruppo, rappresentano una solida base di partenza per la stagione 2026/27. Avremmo già voluto regalare qualcosa di diverso alla nostra gente, che ha di mostrato una passione e un'intelligenza fuori dal comune con il lungo applauso dopo la semifinale di ritorno dei playoff persa contro il Catanzaro: con loro abbiamo un grande debito": così, in una lunga intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, il tecnico del Palermo Filippo Inzaghi.
Ben consapevole che i rosanero partiranno come favoriti per la promozione nella stagione ormai alle porte, tanto che su questo dice che "non possiamo nasconderci" Aggiunge quindi che questo "deve essere l'anno giusto, stiamo lavorando con un obiettivo in testa, senza però dimenticare che il campionato sarà come sempre pieno di insidie e difficoltà: non basterà chiamarsi Palermo, o avere una rosa forte, per tornare in Serie A". Ma la voglia di dimostrare dimostrare che il Palermo è all'altezza non manca.
Conclude quindi dicendo che "un anno fa speravo di centrare subito la promozione, come mi era successo a Benevento e a Pisa", ma questo non è accaduto. Si guarda oltre, del resto "sta a me ripagare il club e la gente di Palermo".






