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Pisa, Corrado contro media: "Quando diventano avversari fanno un danno a squadra e ambiente"

Pisa, Corrado contro media: "Quando diventano avversari fanno un danno a squadra e ambiente" TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Tommaso Maschio
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Tommaso Maschio
mercoledì 6 marzo 2024, 13:19Serie B

A distanza di oltre un mese dall’ultima conferenza stampa del tecnico Alberto Aquilani il Pisa rompe il silenzio con il presidente Giuseppe Corrado che ha parlato alla stampa per fare il punto della situazione toccando vari temi da quelli sportivi fino alle questioni legate a Stadio e Centro Sportivo oltre che al rapporto, deteriorato, con la piazza.

Abbiamo deciso di parlare solo con dei comunicati in questi ultimi quaranta giorni per fare decantare una situazione che non ci piaceva e proteggere staff e squadra. Parlavano in troppi e noi abbiamo preferito limitarci a pochi comunicati. Il silenzio è stato fatto per protestare anche noi. Annuncio però che mister Aquilani dalla prossima gara tornerà a parlare in conferenza stampa. - esordisce Corrado soffermandosi subito sui problemi dello stadio – Noi siamo le vittime, abbiamo avuto una sensazione di isolamento e sembrava che le cose che riguardassero la squadra interessassero solo noi, una situazione che ha sorpresa chi non è abituato come Knaster che non ha capito il disinteresse riguardo agli sforzi degli azionisti. Io sono abituato a questa situazione, ma lui no e così abbiamo deciso di isolarci per arrivare a oggi quando preciserò le nostre posizioni. Quando sono arrivato non c’era nulla di positivo, c’erano debiti, non c’erano giocatori di proprietà né un centro sportivo. C’era solo un bel tifo e un bel ambiente”.

Poi spazio all’analisi della sua avventura con qualche frecciata nei confronti di giornalisti e ambiente: “I media hanno tutto il diritto di dare valutazioni che dovrebbero essere oggettive, ma sono soggettive. L’interpretazione dei fatti deve basarsi sul contesto, si può parlare dei risultati, ma a volte sentire certe valutazioni sul risultato sportivo ci lascia perplessi e noi come azionisti ambiziosi possiamo essere moderatamente soddisfatti e credo che lo stesso debba valere per ambiente e media. - continua Corrado come riporta Calciopisa.it - Abbiamo l’ambizione di andare oltre, ma in maniera coerente e corretta, la storia del calcio italiano è fatta di successi raggiunti velocemente e il nostro lo è perché siamo da cinque anni in Serie B, dentro a un calcio che conta nella maniera dovuta, e che non è più quello di cinque anni fa. Ora ci sono Sampdoria, Bari e Palermo non più Entella e Pordenone, il campionato è pieno di squadre ambiziose e non di club che fanno saliscendi con la Serie C. I media questo non lo mettono in evidenza. Per fare il giornalista si può essere specchio o finestra. Uno riflette se stesso, l’altro guarda il mondo. Voi dovete essere finestra e questo non è successo”.

“Abbiamo vissuto un anno particolare, come i tanti infortuni traumatici, e abbiamo cercato di superare ostacoli tentando di correggere alcune cose che potevano andare meglio. Siamo andati su una strada che deve essere interpretata nel modo giusto. Questo Pisa non è operaio come ho letto dopo il Cittadella, ma è quello di sempre, non abbiamo cambiato di una virgola anche se forse giochiamo più sereni in trasferta perché non sentiamo il brusio a ogni passaggio all’indietro. - prosegue ancora Corrado - Quando i media diventano un avversario restiamo amareggiati perché si creano situazioni di malessere che si ripercuotono sulla squadra in campo. È vergognoso che qualche giornalista dica che ci sono due allenatori pronti a subentrare ad Aquilani, potrebbe avere un senso se la fonte fosse vera, ma essendo falsa è ancora peggio. Così come chi dice che Beruatto o Touré non vogliono giocare perché vogliono partire dice solo bugie e fandonie che creano disagio all’interno dell’ambiente.

Spazio poi al rapporto con la tifoseria: “Lo sciopero della Curva porta un danno incommensurabile, anche se a livello economico non perdiamo niente, visto che gli abbonamenti sono venduti, ma cerchiamo sostegno. Infatti in casa abbiamo fatto 14 punti, in trasferta 20 punti e quindi potremmo essere vicini al Palermo in classifica con quei sei punti in più. - conclude il presidente - Ho conosciuto persone rigorose, attaccate alla propria squadra, che hanno ragioni di comportamento. Ho apprezzato sempre la loro coerenza e hanno le loro ragioni, che sono le nostre stesse ragioni, perché vengano danneggiati tanto loro quanto noi. Però non venire allo stadio fa un danno alla loro squadra. L’ambiente dello stadio fu motivo del nostro investimento. Il clima di soggezione agli avversari, il calore, abbiamo bisogno che tornino. Non riteniamo più giusto che chi non ha colpe, come la società, debba pagare le colpe degli altri”.

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