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Sorteggi playoff, che bellezza! Eppure non sarà troppa la stanchezza? Elezioni FIGC: Abete non ama le squadre B, Malagò non parla di Zola
Oggi alle 00:00Il Punto
di Sebastian Donzella
per Tuttoc.com

Sorteggi playoff, che bellezza! Eppure non sarà troppa la stanchezza? Elezioni FIGC: Abete non ama le squadre B, Malagò non parla di Zola

C'è poco da dire: i playoff, ogni anno, sono la fase più elettrizzante della stagione. Lunghi, anzi lunghissimi, ma spettacolari, dal primo all'ultimo istante. E la fase nazionale diventa davvero suggestiva, con la Lega Pro che diventa davvero nazionale. Anche perché, magia del sorteggio, nessuno dei quarti in programma vedrà affrontarsi squadre dello stesso girone. I quattro club del Girone C, infatti, sfideranno rispettivamente due team del Girone A e due del Girone B. La Salernitana troverà il Ravenna nell'unica sfida tra squadre già scese in campo in precedenza, il sorprendente Casarano se la vedrà con la corazzata Union Brescia, il Potenza sarà di scena ad Ascoli. Infine, la sfida con più kilometri, più di mille in linea d'aria: Lecco-Catania. Solo un dubbio: giocare ogni tre giorni, non rischia di sfiancare troppo le pretendenti che iniziano prima? Ridurre le squadre nei playoff, anche di poco, da un lato consentirebbe di dilatare le sfide nel tempo, dall'altro toglierebbe mordente ai finali di regular season, con troppe squadre appagate nelle ultime giornate. Dilemma a cui la Lega potrà pensare con calma, godendosi intanto questi gran bei playoff.

Capitolo politica: Abete e Malagò hanno presentato le candidature alla presidenza della FIGC. Tralasciando il fatto che l'homo novus non arriverà nemmeno questa volta e che le persone conteranno, ancora una volta, più dei programmi, quest'ultimi sono stati presentati da entrambi e pubblicati sul sito della FIGC.

In mezzo ai soliti progetti di riforma dei campionati, c'è una novità sostanziale: Abete dimostra di non amare le seconde squadre, considerate un "progetto risultato sempre poco chiaro", con pochi italiani messi in campo, con problematiche nel meccanismo delle promozioni/retrocessioni. Un progetto, insomma, "che non ha mai avuto programmazione pluriennale e che determina al momento più opportunità per le società interessate che non utilità per il sistema calcio e per tutte le Componenti di B, di C e D". Grande spazio, invece, per la Riforma Zola, da finanziare a tutti i costi nella FIGC che verrà.

Malagò, invece, su quest'ultimo punto non si è espresso, tenendo a ricordare che ogni decisione sulla Lega Pro non dovrà essere calata dall'alto ma dovrà essere comunque presa in poco tempo, poiché "la Lega Pro rappresenta una delle questioni più complesse del calcio italiano. [...] È la categoria in cui emergono con maggiore evidenza le tensioni tra status professionistico, ricavi limitati, costi organizzativi, obblighi infrastrutturali e capacità finanziaria delle proprietà. Il tema non può essere affrontato con slogan. La stabilizzazione della Lega Pro richiede un progetto pluriennale che tenga insieme sostenibilità economica, credibilità dei campionati, tutela dei Lavoratori sportivi e riduzione del contenzioso. Il primo obiettivo deve essere prevenire le crisi, non inseguirle".

A prescindere da chi vincerà, una cosa è certa: la riforma del calcio italiano, e della Serie C in particolare, non è più procrastinabile.