Serie D, tutte le promozioni decise: da Vado a Savoia, conosciamo meglio le nove regine salite in C
La regular season 2025/26 della Serie D si è conclusa, e nove squadre hanno staccato il pass per la Serie C 2026/27, scrivendo pagine indimenticabili per le loro tifoserie. Da Vado a Savoia, ognuno di questi club ha costruito un’impresa unica: con addetti ai lavori spesso scettici ad inizio campionato, la vetta è arrivata grazie a continuità, carattere e qualche sorpresa tattica. Di seguito il racconto dei protagonisti – dal Piemonte al Lazio, dall’Adriatico al Tirreno – con statistiche e parole dei protagonisti.
Vado (Girone A) – La leggenda ligure rinasce
Il Vado Football Club 1913 ha compiuto l’impresa più attesa: dopo 78 anni riporta i rossoblù di nuovo tra i professionisti. La promozione aritmetica è arrivata con il 5-0 sul campo del NovaRomentin, un traguardo “leggendario” per una società che non era mai tornata in Serie C dalla stagione 1946/47. Vado è “la società che vinse la prima storica Coppa Italia” nel 1922, e ora il ritorno di quel blasone è realtà. Il segreto del sorprendente successo? Equilibrio di squadra e metodo. Il presidente Franco Tarabotto sprona da mesi l’ambiente, spiegando che “Nessuno fa niente da solo, questa promozione è stata conquistata insieme a tutti: una grande squadra e un grande staff uniti per vincere il campionato”. In campo, dopo un avvio in sordina e l’esonero dello storico coach Roselli, l’arrivo di Marco Sesia ha permesso di mantenere il vantaggio con compattezza difensiva e qualche gol decisivo, tornando così alla grande tra i professionisti liguri. Anche se ora c'è il problema stadio da risolvere...
Folgore Caratese (Girone B) – Storica prima volta in Brianza
È la prima volta dagli anni '40 che la Folgore Caratese approda in Serie C: la promozione è arrivata con due giornate d’anticipo e meritata capolista del Girone B. Il pari per 1-1 con il Real Calepina nella penultima giornata ha fatto esplodere la festa in Brianza. I biancazzurri guidati dal già riconfermato mister Nicola Belmonte hanno messo in mostra grande solidità: con 68 punti sono stati primi, vantando secondo miglior attacco (58 gol segnati) e miglior difesa (27 subiti) del girone. La costanza è stata la loro dote migliore: la squadra del patron Michele Criscitiello ha costruito questo successo con personalità e spirito di gruppo. Luca Tremolada, dal dischetto, ha firmato il gol decisivo che ha spalancato le porte della terza serie. Così la Brianza si gode il suo sogno professionistico.
Treviso (Girone C) – Il ritorno dei biancocelesti dopo 13 anni
Una storia di rinascita e di sogni realizzati: dopo cinque anni di ascesa dalla Promozione alla Serie D, il Treviso conquista il Girone C con quattro giornate di anticipo. La vittoria per 1-0 sull’Altavilla Vicentina e i risultati favorevoli delle rivali hanno dato alla squadra di Edoardo Gorini un vantaggio di 13 punti sulla seconda, sancendo la promozione aritmetica con larghissimo margine. Per una piazza come quella di Treviso, il ritorno tra i pro è un trionfo atteso da 13 anni: ultima apparizione in C nel 2012/13 prima del fallimento della vecchia società. Il merito va anche al tecnico: come spiega lui stesso, vincere in D “non è mai facile” e il girone “era tosto, con squadre organizzate”. Ma il Treviso dominatore non ha tremato: vittorie e continuità hanno trasformato il progetto biancoceleste in realtà, portando entusiasmo in una città da sempre calda e appassionata.
Desenzano (Girone D) – La consacrazione gardesana
Prima storica promozione per il Calcio Desenzano, compagine bresciana che ha vinto il suo girone D con 77 punti. Per anni il Desenzano era rimasto una realtà solida di Serie D, ma mancava quel guizzo decisivo. Quest’anno il salto è arrivato grazie a un girone di ritorno perfetto: la squadra di Marco Gaburro è rimasta imbattuta dalla ripresa del campionato, approfittando dei passi falsi di Lentigione (2° a 73) e Pistoiese (71). L’identikit del Desenzano 2025/26 racconta di un collettivo esperto ed equilibrato: difesa granitica e attacco prolifico, con uomini come l’attaccante Andrea Brighenti (classe 1987) che ha portato il suo bagaglio di esperienza e gol alla causa. Gaburro, artefice della promozione, ha lavorato con fiducia e pazienza per due anni: il terzo posto dello scorso anno è stato il cantiere da cui ripartire. Alla fine i biancazzurri hanno realizzato il proprio destino con le loro mani, consegnando alla provincia gardesana la Serie C e scrivendo un’altra bella pagina di calcio dilettantistico italiano.
Grosseto (Girone E) – Il dominio dei Grifoni di Indiani
In Maremma la parola chiave è stata “dominio”. Il Grosseto di mister Paolo Indiani ha condotto il Girone E fin dall’inizio e con tre turni di anticipo ha celebrato il ritorno in Serie C. I biancorossi hanno chiuso il campionato con 72 punti (9 in più del Tau Calcio Altopascio secondo), subendo appena 6 sconfitte e realizzando il migliore attacco e la miglior difesa del girone. Fulcro della squadra è stato l'attaccante Marzierli, capocannoniere a quota 17 gol. Ma a Grosseto tutti ricordano soprattutto il “metodo Indiani”: nelle ultime cinque stagioni l’allenatore toscano ha vinto quattro titoli di D e uno scudetto di categoria, dimostrandosi un autentico specialista delle promozioni. Il risultato è una squadra solida, costruita in estate con giovani di talento e qualche esperto, che ha saputo correre sempre più veloce degli avversari. In città si attende ora la festa, il calcio professionistico manca dal 2022: il ritorno in Lega Pro è una gioia immensa per i tifosi maremmanni.
Ostiamare (Girone F) – Il sogno lidense di Danielino De Rossi
Da Ostia giunge la notizia più emozionante: l’Ostiamare, club cittadino del litorale romano, festeggia la prima storica promozione in Serie C dopo 35 anni. Dal suo arrivo in società lo scorso gennaio, Daniele De Rossi ha trasformato il piccolo club in una macchina vincente. I risultati parlano chiaro: il girone F è stato dominato dall’Ostiamare, con un cammino iniziato dall’Eccellenza e culminato con la promozione a uno turno dal termine (grazie alla vittoria sul Termoli e ai passi falsi delle inseguitrici). Al triplice fischio festante non hanno trattenuto le lacrime De Rossi in diretta TV: “Ce lo meritiamo, è una grande gioia per noi”, ha confessato commosso il presidente. Una promozione voluta anche come volano di un progetto più ampio: negli ultimi mesi l’Ostiamare ha rinnovato l’impianto dell’Anco Marzio, investito sui giovani e affrontato il mercato per costruire una rosa competitiva. Ora, grazie alla determinazione di De Rossi, Ostia può festeggiare il ritorno tra i professionisti con il consueto entusiasmo che contraddistingue la tifoseria del posto.
Scafatese (Girone G) – La rinascita della Campania
In Campania la Scafatese non ha tradito le aspettative e ha dominato il Girone G, conquistando la promozione in C con sei giornate di anticipo. L’impresa porta la firma del presidente Felice Romano e del tecnico Giovanni Ferraro, artefici di una cavalcata regolare e autoritaria tra formazioni campane, laziali e sarde. I gialloblù hanno totalizzato la straordinaria cifra di 87 punti (una sola sconfitta) e hanno festeggiato alla grande il ritorno in serie professionistica dopo 16 anni di assenza. A Scafati la festa è esplosa nello stadio, con il presidente scortato in trionfo dai tifosi. Pochi hanno osato rubare lo scettro alla Scafatese, che ha mantenuto compattezza e incisività offensiva per tutta la stagione (+27 sul Trastevere secondo). Merito anche della scelta coraggiosa della società di puntare su un assetto collaudato: Ferraro, subentrato in corsa ad Esposito, ha dato continuità al lavoro e i calciatori hanno risposto con prestazioni altissime. Un trionfo sudato ma limpido: la Scafatese è pronta ora ad affrontare la Serie C con il morale alle stelle.
Barletta (Girone H) – Le furie rosse ruggiscono ancora
Dopo oltre un decennio di assenza, il Barletta cala il tris dalla D alla C ripetendo la storica impresa di metà anni Duemila. I biancorossi guidati da Massimo Paci hanno dominato il girone H raccogliendo 70 punti in classifica, costruendo un finale di stagione strabiliante: 13 vittorie nelle ultime 14 gare, coincise col ritorno al primato. Merito dell’inossidabile esperienza di Riccardo Lattanzio, ala ex Andria ormai 37enne, che con 9 gol e 4 assist è stato il leader indiscusso dell’attacco barlettano. Il popolo di Barletta ha sognato insieme al patron Romano (ex Viterbese) e al Ds De Santis, coronando un progetto triennale di rilancio che dopo Eccellenza e D porta ora la città della Disfida tra i professionisti. Come ha detto il tecnico Paci, «spero sia solo l’inizio»: il club punta ora a crescere con la spinta di una piazza che desidera tornare a palcoscenici importanti dopo anni di tribolazioni.
Savoia (Girone I) – La vittoria del proprietario Emanuele Filiberto
Il Savoia riparte dall’orgoglio e conquista il Girone I con 69 punti, terminando a +2 su una brillante Nissa (67) e +3 sulla Reggina (66). Per Torre Annunziata si tratta di un momento storico: 11 anni dopo l’ultimo fallimento, il club oplontino torna nel calcio professionistico. La partita finale (3-0 sulla Sancataldese) ha dato il via ai festeggiamenti, ma la vera soddisfazione l’ha riassunta il presidente Nazario Matachione, intervistato a caldo: “Nessuno ci credeva ad inizio campionato e invece ci siamo riusciti, piano piano e con costanza, aggiungendo un mattoncino alla volta”. Un’impresa che va oltre le promesse: come ha ricordato lo stesso patron, il progetto parlava di Serie B in cinque anni, eppure la Serie C è stata raggiunta molto prima. In campo il Savoia ha mostrato organizzazione e orgoglio: la formazione di mister Raimondo Catalano ha corso sempre a testa alta, pur dovendo giocare con lo stadio Giraud non ancora del tutto a norma. Ora la società chiede di mettere a posto le strutture per affrontare al meglio la nuova sfida. In città intanto scoppia la festa: i “torresi” hanno coronato con autorevolezza un percorso di riscatto, riportando tra i professionisti una delle piazze storiche del Sud Italia.






