Barilari: "Pineto capitolo chiuso, mi rimprovero di non aver abbandonato immediatamente"
Lorenzo Carini
Enrico Barilari, allenatore della Ternana in Serie D, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di TuttoC.com.
In Serie C ci sono già stati tanti esoneri: come si spiega questa situazione?
"Le nuove regole hanno reso più semplice esonerare gli allenatori. Alcuni rescindono per poter andare altrove prima dei termini, spesso di fanno contratti di una sola stagione proprio per poter cambiare alle prime difficoltà. Le responsabilità di un esonero vanno condivise tra le varie componenti, ma è chiaro come sia più facile cambiare un allenatore piuttosto che venti calciatori. Ci dobbiamo rassegnare al culto del risultato, che qui in Italia è esasperato. A volte cambiare allenatore porta dei vantaggi, ma succede anche che difendendo il progetto tecnico si ottengano risultati migliori sul lungo termine".
Quanto è difficile costruire un progetto tecnico, se alcuni risultati negativi bastano a mettere in discussione l'operato?
"Per me che non ho un passato da calciatore è ancora più difficile. Ultimamente mi sono bastate poche sconfitte per essere messo in discussione. Il mio primo presidente, Stefano Risaliti, ebbe il coraggio di affidarmi la prima squadra dopo la vittoria della Juniores nazionale, ma soprattutto nell'anno della C mi concesse 18 sconfitte su 38 partite e riuscimmo comunque a salvarci con una giornata d'anticipo. Altri, invece, mi avrebbero mandato via al secondo ko".
Un commento sul Pineto?
"Lo ritengo un capitolo chiuso. Ci sono tante cose che non ho gradito, ma le tengo per me: sono uscito in silenzio e da signore come al solito. Polemizzare a distanza e a posteriori non fa parte del mio modo di essere. Dopo ogni esonero ci si interroga per capire cosa si ha sbagliato. Dal punto di vista gestionale penso di aver commesso degli errori, ma siccome la mia visione era già diversa dopo la seconda amichevole estiva mi rimprovero di non aver abbandonato immediatamente. I giorni dell'esonero hanno coinciso con un lutto familiare molto doloroso, ma ho cercato di tenermi aggiornato sui campionati di C e D. Pineto è un'ottima realtà, c'è una professionalità molto elevata e sono certo che la società continuerà nella sua crescita esponenziale che sta mostrando in questi anni".
Poi è arrivata la chiamata della Ternana...
"E' stata inaspettata, l'ho accolta con grande motivazione".
Com'è stato il primo impatto con la Ternana?
"Molto positivo, sia con la società che con l'ambiente, ma la strada è lunghissima e c'è un lavoro difficile da compiere tutti insieme. Dovremo essere forti anche davanti alle prime difficoltà. In questo momenti non cambierei la Ternana con nessuna squadra di Serie C: ritengo di essere al posto giusto nel momento giusto, ringrazio Bandecchi e il presidente Felleca per questa grande opportunità".
Come valuta l'avvio di campionato nei tre gironi di Serie C?
"Noto già molta tensione e partite delicate in cui si vive un clima da dentro o fuori. Ci sono squadre come Cittadella, Spezia, Grosseto e Potenza che stanno proponendo un ottimo calcio. Nel Girone A credo che sarà lotta a tre fra Cittadella, Union Brescia e Trento del mio amico Tabbiani, ma mi ha colpito molto il gioco dell'Ospitaletto. Nel B c'è solo lo Spezia che può fare il vuoto come Gallo col Vicenza o Toscano al Cesena: auguro ai bianconeri di tornare nelle categorie più importanti. Simpatizzo per gli amici del Vado che stanno facendo un ottimo lavoro. Nel Girone C, non posso che pensare al mio rapporto splendido con la realtà di Foggia, a cui auguro una stagione tranquilla per gettare le basi per un grande futuro".
Chi l'ha sorpresa? E chi, invece, sta rendendo al di sotto delle proprie potenzialità?
"Ci sono squadre come Grosseto, Sorrento e Potenza che stanno dimostrando grandi valori e possono essere considerate delle sorprese, anche se il valore dei rispettivi allenatori è importante. Nel Girone A mi stupisce il distacco dell'Union Brescia dalla vetta, così come nel B quello di Reggiana e Pescara e nel C quello della Salernitana. Farei attenzione al Lecco perché è ben allenato e dispone di una buona rosa, è in crescita e finora ha raccolto meno punti di quanti ne avrebbe meritati".
Disponibilità economica o precisa identità nel gruppo: cosa conta di più in Serie C?
"Gli ultimi anni hanno dimostrato che le capacità economiche e le spese pazze non portano mai alla vittoria. Rende di più costruire un gruppo equilibrato e con valori morali alti".


